Jason Momoa aka l'eroe mitologico dei tempi moderni mimetizzato tra i divi di Dune a Venezia 2021

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Photo credit: Frazer Harrison - Getty Images
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Le physique du rôle chiaramente già ce l’aveva, 193 centimetri per 106 chili. Il nome invece è un magheggio, pescato con astuzia tra i tanti che offriva la sua esotica carta di identità: da Joseph Jason Namakaeha Momoa, estrarre Jason Momoa. Non Giuseppe, insomma, ma Giasone, come l’eroe della mitologia greca capo della spedizione degli Argonauti per rubare il vello d’oro, una specie di Mission impossible dell’epoca...

Ed eccolo a Venezia mimetizzato, si fa per dire, fra i tanti divi del kolossal di fantascienza Dune di Denis Villeneuve, fra Oscar recenti (Javier Bardem) o futuri (Timothée Chalamet). Eppure Jason Momoa non crede al destino, ma fa lo spavaldo, «in me e nel mio istinto». La sua prima parte importante, Khai Drogo, re dei Dothraki nella serie tv Il trono di spade, la ottenne interpretando nel provino l’haka, la danza di guerra dei Maori, anche se nessuno gliel’aveva chiesta. Il cast director era lo stesso del remake di Conan il barbaro, e fu scritturato anche per quello, e da protagonista. Partecipò poi al cast di Batman, anche se glielo sconsigliavano, e divenne un altro supereroe del gruppo, l’anfibio Aquaman, pagato 15 milioni di dollari.

È decisamente un esempio dei nostri tempi meticci, padre hawaiano, mamma di origini europee. Ama l’arte, le poesie di Baudelaire, il rock, ha studiato biologia marina e va dallo psicanalista per non essere troppo macho. Nel 2017 ha finalmente sposato Lisa Bonet, che ha 12 anni più di lui, e gli dato due figli, Lola Iolani, 14, e Nakoa-Wolf Manakauapo Namakaeha, 13. Famigliona allargata perché c’è anche Zoe Kravitz, 32, nata dal precedente matrimonio di Lisa con Lenny Kravitz, che definisce Jason “il mio fratellino”.

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