Jeff Bezos e Elon Musk, sfida tra giganti per gli uomini più ricchi del mondo

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: SAUL LOEB - Getty Images
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From ELLE

Ce la fa di nuovo Jeff Bezos. Il fondatore di Amazon scalza Elon Musk e riconquista lo scettro di uomo più ricco del mondo. A rivelarlo il Bloomberg Billionaires Index, la classifica dei 500 maggiori patrimoni mondiali, aggiornata in tempo reale in base alle quotazioni in Borsa. Al colosso dell’e-commerce il secondo posto non piace e dopo soltanto sei settimane torna in vetta alla classifica, riprendendosi il titolo detenuto per più di tre anni dal 2017. Ora la sua fortuna vale 191 miliardi di dollari a fronte dei 190 di Elon Musk che, dopo un inizio anno sfolgorante che l’aveva visto scalare l’elenco dei Paperoni di tutto il mondo e conquistarsi la prima posizione, ora continua a perdere terreno. Solo ieri i titoli del colosso delle auto elettriche hanno perso il 2% in Borsa, mentre quelli di Amazon sono cresciuti dello 0,27%.

Tra gli osservatori c’è chi tiene a puntualizzare che se non fosse stato per il divorzio da record di Bezos dalla moglie MacKenzie Scott, che ha avuto il 25% della sua quota di Amazon, Elon Musk non avrebbe mai superato il leader dell’e-commerce. Eppure fino a pochi giorni fa non erano pochi quelli che credevano che, dopo un anno di continua crescita e un aumento della ricchezza di 150 miliardi grazie a Tesla – nonostante solo mezzo milione di auto elettriche prodotte nell’anno del Covid –, il patrimonio di Elon Musk sarebbe aumentato ancora di più grazie all’arrivo dei democratici e del neo-eletto presidente Joe Biden, forti sostenitori di una politica green negli Usa e dunque anche di auto elettriche.

Le previsioni però si sono rivelate inesatte. Questo tuttavia non deve aver spaventato troppo l’imprenditore sudafricano, che a gennaio aveva commentato il suo primo posto come uomo più ricco del mondo con un laconico “che strano” su Twitter, aggiungendo poi: “torniamo al lavoro”. Il fondatore di Tesla d’altro canto ha sempre detto di non essere interessato alle cose materiali, al punto che – come riporta IlSole24Oremetà del suo patrimonio “servirà a risolvere i problemi del nostro pianeta mentre l’altra metà servirà a costruire una città auto-sufficiente su Marte per assicurare la continuità della vita, di tutte le specie, nel caso in cui la Terra venga colpita da un meteorite”.

A fare compagnia ai due magnati nella classifica più gold che ci sia, il fondatore di Microsoft Bill Gates con 137 miliardi, seguito da Bernard Arnault, numero uno di Lvmh con 116 miliardi, e Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, al quinto posto con 104 miliardi di dollari. Una bella soddisfazione essere di nuovo il primo della classe per Jeff Bezos, che dopo 30 anni alla guida di Amazon, diventata con lui una delle società più capitalizzate a livello globale, proprio pochi giorni fa ha annunciato le dimissioni da amministratore delegato, passando il testimone a Andy Jassy.

L’annuncio è arrivato a mercati chiusi dopo l’ennesimo trimestre da record con i profitti, più che raddoppiati, a 7,2 miliardi di dollari, e i ricavi saliti del 44% a 125,6 miliardi. A differenza del commercio al dettaglio, quello del Covid è stato infatti un anno di crescita esponenziale per Amazon, che ha chiuso il 2020 con ricavi complessivamente in aumento del 37% a 380,06 miliardi e 1,3 milioni di dipendenti.

E dev’essere stato proprio l’apice del successo raggiunto ora da Amazon, ad aver fatto pensare a Bezos che fosse arrivato il momento giusto per passare il testimone. Una decisione che potevamo aspettarci da uno spirito libero e visionario come il suo, che nel 1997 lo spinse a spiegare in una lettera agli azionisti la sua filosofia: «Sperimenta pazientemente, accetta i fallimenti, pianta semi, proteggi gli alberelli e alza la posta quando si vede il piacere del cliente». Parola di Jeff.