Jo Stenuit: il design Kodo di Mazda promuove la sostenibilità

Di Gianluca Pezzi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Mazda
Photo credit: Mazda

From Esquire

Artigianato e sostenibilità, per il "Futuro del design". Wisse Trooster ha invitato Jo Stenuit, Design Director di Mazda Motor Europe, in un talk nell'ambito di una collaborazione nata tra la Dutch Design Week 2020 e Isola Design District.

Jo Stenuit appassionato di auto da sempre e laureato al Royal College of Art di Londra, lavora in Mazda da 22 anni, avendo ricoperto numerosi incarichi nel centro di stile europeo della Casa giapponese, che ha sede a Oberursel, in Germania. Non solo, perchè Stenuit ha anche trascorso due anni nell’headquarter di Mazda a Hiroshima. Un designer che quindi conosce a fondo lo spirito e la filosofia giapponese, che è il punto cardine di ogni progetto Mazda.

Photo credit: Mazda
Photo credit: Mazda

Come il Design Kodo, la filosofia chiave per la casa automobilistica giapponese. Il Design Kodo incarna la bellezza dinamica della vita, per creare un senso di movimento anche quando la vettura è ferma. Si tratta allora di puntare sulla purezza delle linee e sulla loro essenzialità, per arrivare ad una forma che possa durare nel tempo. Un po’ come il design dei computer Apple, la MX-30, la nuova vettura elettrica di Mazda, vuole essere un modello sempre attuale. Un design che non cade nella tentazione di seguire i trend del momento, ma fatto per durare. Anche questo, da un certo punto di vista, è un modo di abbracciare il tema della sostenibilità. Quando il design dura nel tempo, non è necessario modificarlo e utilizzare tempo e risorse per aggiornarlo.

Non c’è ovviamente solo questo. Il design esterno, dice Stenuit, è ovviamente quella che cattura la fantasia delle persone, quelle che le fa innamorare di una vettura. Ma il suo lavoro, anche come product designer, è fare in modo che ci sia soddisfazione quando si è bordo.

Fruibilità e materiali sono i focus principali. Soprattutto quando si usano materiali innovativi si aprono scenari interessanti. Oggi, in particolare, vengono sperimentati materiali che derivano da scarti. Per Stenuit si tratta di un tema interessante soprattutto quando queste idee arrivano dai giovani designers. Non sempre questi materiali sono “visibili”, nel senso che possono apparire “normali” quando in realtà dietro c’è un lungo processo per poterli riciclare. Sulla MX-30 sono state utilizzate le bottiglie in PET per i pannelli delle portiere per ottenere un materiale morbido e piacevole da toccare.

Photo credit: Mazda
Photo credit: Mazda

Un altro esempio è il sughero. Per Mazda questo materiale ha un valore fondamentale. In pochi sanno che la casa automobilistica nacque come Toyo Cork Kogyo proprio per produrre sughero, che all'epoca era il più importante sigillante industriale. Stenuit racconta allora che oggi Mazda ha preso il sughero scartato dall’industria, utilizzandolo per alcuni superfici della vettura. In questo caso non si tratta di riciclare ma di evitare lo spreco di materiale. E andando a sostituire plastica e gomma, ci troviamo con colori e sensazioni tattili nuove.

Photo credit: Mazda
Photo credit: Mazda

Proseguendo su questa linea di pensiero, Stenuit dice che Mazda ha utilizzato batterie più piccole per la sua auto elettrica. Questo ha significato avere meno peso a bordo, quindi una vettura più leggera ed ecocompatibile. Una batteria che comunque porta ad una autonomia massima di 180 km, quando sappiamo che l’utilizzo medio giornaliero sia aggira sui 60 km.

Si tratta di una strada, quella della sostenibilità, che Mazda intende continuare a percorrere anche nei prossimi progetti, sia dal punto di vista pratico, come abbiamo visto, ma anche da un punto di vista filosofico e concettuale.