Johnny Depp, risolta la causa per aggressione sul set di «City of Lies»

Johnny Depp risolve privatamente la causa intentata ai suoi danni da un addetto ai lavori sul set di «City of Lies - L’ora della verità».

L’attore era stato citato in giudizio nel 2018 da Gregg 'Rocky' Brooks, un location manager, con l’accusa di avergli sferrato un pugno durante le riprese del crime drama.

Il processo sarebbe dovuto iniziare il 25 luglio a Los Angeles, ma, le due parti, hanno raggiunto un accordo privato. Come riporta Variety, la causa verrà archiviata una volta che sarà trasmessa tutta la documentazione riguardante l’accordo, i cui termini rimangono confidenziali.

Nella causa, Brooks ha affermato che Depp è andato su tutte le furie dopo aver saputo dell’interruzione delle riprese in notturna del film, dovute alla scadenza del permesso della produzione per girare al Barclay Hotel di Los Angeles.

Brooks era riuscito a ottenere due estensioni del permesso poiché Johnny voleva continuare le riprese, ma alle 23:00 la produzione fu interrotta.

L'uomo così avrebbe chiesto al regista Brad Furman di dare la notizia a Depp. Dopo il rifiuto del cineasta, Brooks, temendo la brusca reazione dell’attore, provò a chiedere l’aiuto di un agente.

Depp non prese bene la notizia, colpendo violentemente l’uomo al torace e urlando: «Ti darò 100mila dollari se ora mi dai un pugno in faccia!».

Pare che l’attore fosse in evidente stato di ebbrezza.

Depp è stato rappresentato dalla legale Camille Vasquez, diventata famosa per averlo già difeso nella causa per diffamazione contro l’ex moglie Amber Heard.

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