A Kabul è stata chiusa l'ultima scuola guida femminile, ed è solo l'ultima delle tante (troppe) sconfitte

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Photo credit: WAKIL KOHSAR - Getty Images
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Infondo lo sapevamo, eppure un pizzico di speranza rimaneva accesa. Non abbiamo mai creduto davvero alle promesse dei talebani che dicevano avrebbero garantito i diritti delle donne nel Paese, però speravamo almeno che qualcosa andasse meglio rispetto al loro ultimo governo. Tutto, invece, è crollato pezzo dopo pezzo: la libertà di girare per strada, quella di lavorare, la possibilità per le ragazze di andare a scuola e all'Università e, naturalmente, anche quella di guidare. Nilab Durani è rimasta l'ultima donna a gestire una scuola guida femminile e presto dovrà chiudere anche lei. "Dal momento che il governo precedente è crollato, non abbiamo registrato nessuna nuova studentessa fino ad ora", ha spiegato a World Is One News, "inoltre nessuno ci ha contattato per ottenere la registrazione". Un altro sogno che si infrange.

Durani aveva aperto la scuola appena un anno fa: Women for Women, questo il nome scelto perché, secondo la ragazza, le donne a Kabul faticavano a trovare delle istruttrici donne che potessero insegnare loro a guidare. "Spesso alle donne non era permesso prendere lezioni di guida con uomini sconosciuti", ha spiegato, "così ho creato questa scuola fatta dalle donne per le donne". Il suo era l'unico business di questo tipo a Kabul, inaugurato con l'aiuto delle Nazioni Unite. Ogni mese c'erano almeno 20 o 30 donne iscritte, ma negli ultimo periodo tutto è cambiato e il futuro ha preso una nuova forma. Prima della presa di potere dei talebani, erano sempre di più le donne che volevano imparare a guidare, nonostante le resistenze di una società ancora fortemente misogina. "Voglio rompere la tradizione secondo cui le donne non possono guidare. Dobbiamo dimostrare che possiamo", aveva dichiarato una giovane donna ad Al Jazeera nel 2019, “Alcuni uomini pensano che sia una cattiva azione per le donne sedersi in macchina e mettere le mani sul cruscotto e sul volante e che dovremmo stare a casa. Ma questo non è quello che pensiamo noi", aveva aggiunto un'altra, "Sto pensando al futuro di mia figlia e spero che tutte le donne guidino quando diventerà adulta".

Photo credit: WAKIL KOHSAR - Getty Images
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Queste dichiarazioni oggi fanno male, fa male sapere che quei semi di rinascita che stavano fiorendo, sono stati stroncati sul nascere. "Con l'arrivo dei talebani e la chiusura della scuola, non c'è un altro posto dove io possa andare a lavorare per supportare la mia famiglia e lo stesso vale per le 15 persone impiegate", ha dichiarato Durani che sperava di espandere la sua attività in altre città afghane, "Tutti i sogni che avevo per questa scuola erano come parti del mio corpo, ora che i talebani l'hanno fatta chiudere mi sento come se le mie braccia, le mie mani e i miei piedi fossero stati tagliati via". Non c'è altro da aggiungere.

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