Kate Winslet si è battuta per mantenere una scena hot nella quale si vedeva (e bene) la sua pancetta

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Photo credit: C Flanigan - Getty Images
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Già qualche mese fa, intervistata dal Los Angeles Times, Kate Winslet aveva confessato di essersi sentita a lungo "fuori posto a Hollywood", percepita e descritta come "la più grassa dei casting" per molto, moltissimo tempo. Abituata a non rientrare nei canoni estetici (maschilisti a dir poco) di Hollywood, Kate Winslet è dotata della personalità giusta per farcela, nonostante tutto, portando alta la bandiera del body positive e credendoci veramente. Qualche giorno fa, intervistata dal New York Times, l'artista ha raccontato di aver lottato per mantenere una scena di sesso con il suo co-protagonista nel film Mare of Easttown, Guy Pearce, dove si notava un accenno di pancetta e gonfiore addominale.

Kate Winslet e la difesa spassionata dei corpi e dei volti veri

Difficile e raro, in tempi di fotoritocco selvaggio e imperante, chiedere al regista che ti filma di non cancellarti abilmente i rotolini di grasso dal girovita. Non per Kate Winslet, la quale, nella stessa intervista al New York Times, ha fatto sapere di avere tutte le intenzioni di "difendere il mio viso capace di muoversi e i miei difetti". Aggiungendo di non capire il perché nei film e in televisione sia così assurdamente complicato imbattersi in donne dai corpi veri e non filtrati o ritoccati in ogni centimetro dall'opera di chirurghi e medici estetici. Secondo Elena Benvenuti, psicologa e psicoanalista, "Kate Winslet può e deve esserci da esempio. In un mondo lavorativo come il suo, assetato di corpi femminili artefatti, l'attrice inglese riesce a tenere testa ai propri superiori (per lo più uomini), scegliendo la via meno facile e difendendo il suo essere umana, quindi imperfetta. Questo è il vero body positive. Inoltre Kate Winslet ci invita a coltivare l'autostima, mettendo un freno all'ossessione fisica e al costante voler compiacere gli altri". Ben fatto, Kate!