L’assurdo attacco del senatore Pillon a Damiano dei Maneskin (e la sua risposta sublime)

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Photo credit: Dean Mouhtaropoulos - Getty Images
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Il mondo secondo Simone Pillon. Cerchiamo un attimo di capire come sarebbe l'Italia se il senatore della Lega potesse svegliarsi una mattina e realizzare tutti i suoi sogni: punto primo niente più legge 194 quindi solo aborti clandestini, grucce e donne morte per setticemia, punto secondo comunità LGBT+ confinata ai margini della società, punto terzo i "maschietti" e le "femminucce" ben divisi che sia mai si crei confusione. Ma c'è di più, Pillon a quanto pare ha anche un'idea molto chiara sul panorama musicale italiano e ci ha regalato un identikit della sua band ideale: "una band che si ispirasse alle radici cristiane d'Europa, o che inneggiasse alla difesa della vita dal concepimento o che prendesse a tema la lotta alla droga". Wow. Per lui quella sarebbe la vera trasgressione in un mondo che ha perso i sani valori di un tempo. I Maneskin, invece, sono un'aberrazione (i maschi si vestono da femmina e le femmine da maschio) e così il senatore Pillon si è scagliato anche contro Damiano in un post su Facebook.

"I Maneskin a Budapest, davanti a un impettito presentatore in kilt (deve aver confuso gli Scoti con gli Ungari), con tanto di performer (maschietto) in culottes e giarrettiere, ricevono gli MTV EMA" ha esordito commentando la vittoria della band che ha portato a casa il trofeo come Miglior gruppo rock agli MTV Europe Music Award (titolo mai conquistato prima da una band italiana). Il problema chiaramente è l'abbigliamento dei ragazzi e in particolare l'espressione di genere di Damiano: "Tra poco arriveremo al reggiseno da uomo". Ma c'è di più: a Pillon non va a genio che il cantante si sia espresso contro la bocciatura del Ddl Zan: "Ovviamente", scrive su Fb, "una volta preso il microfono, non possono esimersi dal piagnisteo per la sonora bocciatura del #ddlZan".

Photo credit: Stefano Montesi - Corbis - Getty Images
Photo credit: Stefano Montesi - Corbis - Getty Images

In effetti la band - da sempre sostenitrice dei diritti LGBT+ - non ha perso tempo nell'unirsi alle tante celebrities (da Antonella Clerici a Emma Marrone, da Lady Gaga a Mahmood) che hanno espresso delusione e sconcerto per le scene viste di recente in senato. "Quest’anno, in particolare, bisogna andare fieri del nostro Paese per i risultati raggiunti non solo da noi ma da tanti sportivi e da tante personalità della cultura", hanno detto i ragazzi dopo la vittoria agli EMAs, "Peccato per i diritti civili, dove continuiamo a rimanere indietro e invece per noi sarebbe stata la vittoria più importante". Damiano ha poi risposto agli attacchi del senatore con una carrellata di foto su Instagram per celebrare la vittoria (e le sue culotte) aggiungendo "Hai ragione Simo, la prossima volta completo e paPillon".

Qualche sostenitore del senatore che sogna una band pro-life deve averlo segnalato perché il cantante ha pubblicato nuovamente la foto e scritto nelle stories "Vergogna a chi ha segnalato questo post, non mi avrete mai". Del resto Pillon ai Maneskin preferisce Povia che condivide la sua idea di famiglia "naturale" e che, tra l'altro, sostiene i No Green Pass con dichiarazioni del tipo "gli ebrei avevano un pigiama e un numero di riconoscimento, noi un Pass per entrare nei luoghi pubblici". Ognuno ha i suoi gusti, Noi siamo diversi da loro.

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