“La bellezza ci salverà”. La violoncellista che suona sui tetti di una Parigi deserta è pura vita

Di Monica Monnis
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Furtseff - Getty Images
Photo credit: Furtseff - Getty Images

From ELLE

Il silenzio surreale di una domenica parigina di un autunno particolarmente clemente in termini di temperature con un foliage dai colori così caldi e accoglienti che sembra quasi pura finzione (un po' come Emily in Paris). Un silenzio assordante, intervallato da tante/troppe sirene che rimettono sull'attenti chi nel caso si fosse dimenticato, inghiottito da La Regina degli Scacchi, quello che sta realmente succedendo al di là del proprio microcosmo, e il perché il mondo fuori sia così irriconoscibile. Poi all'improvviso a lenire la ferita (del secondo lockdown), arrivano le note del Kaddish di Ravel e il cuore, anche se solo per un attimo, si scalda e torna a battere. "La bellezza ci salverà" ne è convinta la violoncellista Camille Thomas che ha deciso di esibirsi con il suo Stradivari del 1730 dal tetto dell'Institut de France della Ville Lumiere, per "nutrire l'anima" dei parigini confinati (e social gratias, di noi tutti).

Arroccata su un tetto dell'Institut de France, molto vicino alla cupola sotto la quale si incontrano le cinque Accademie, la violoncellista franco-belga di 32 anni si è esibita per ricordare a Parigi di non mollare e iniettare un po' di speranza a una città che non trova pace. Un video postato su Instagram e diventato virale perché "un musicista che non condivide la musica perde il suo significato e la sua ragion d'essere", come ha detto a Le Figaro. Tante le iniziative che la Thomas ha fatto durante il primo lockdown francese, tutte registrate e postate sul suo profilo Instagram. "È stato meraviglioso perché ho capito che ho toccato le persone di tutto il mondo", ricorda la musicista, che ha ricevuto messaggi di ringraziamento dagli Stati Uniti alla Malesia. Il suo BFF, ça va sans dire, il leggendario Feuermann Stradivarius del 1730 appartenuto ad Auguste-Joseph Franchomme, grande violoncellista francese molto vicino a Chopin.

Camille, che suona il violoncello da quando aveva quattro anni ed è la prima violoncellista donna a firmare un contratto con la prestigiosa casa discografica Deutsche Grammophon, ha dunque le idee chiare su "cosa ci salverà". L'arte, la cultura, la condivisone, elementi fondamentali per tenere alto l'umore, preservare la salute mentale ancor di più nei momenti di estrema difficoltà (stessa filosofia del compagno di coccole istituito in Belgio) e per rimanere vivi nonostante lo scenario apocalittico. Ad aprile, anche a Cremona la musica classica si è messa a disposizione della fazione arcobaleno dell'"andrà tutto bene", quando il suono del violino di Lena Yokoyama si è diffuso dal tetto dell’ospedale come omaggio al personale sanitario, ai pazienti e ai volontari. "La bellezza ci salverà, può essere il nostro nutrimento nei momenti difficili, molto più che guardare una serie su Netflix", ha spiegato Mademoiselle Thomas, ricordando quanto tutto ciò che ruota intorno all'arte sia da annoverare tra i "fondamentali". D'accord.