La beneficenza di Fedez (in Lamborghini) fa indignare Fabio Volo: polemica sterile o sacrosanta?

Di Monica Monnis
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Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images
Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images

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La polemica di Natale è servita. E si compone di 3 elementi chiave: Fedez (of course), la beneficenza e una Lamborghini ed è a quanto pare incendiaria tanto da aver fatto indignare anche Fabio Volo. C'è un video musicale (pluripremiato) di Drake in cui, mentre in sottofondo passa la sua God's Plan, il rapper canadese inizia a inanellare una serie di buone azioni: giocattoli e assegni a tre zeri ai bambini bisognosi di un centro accoglienza, macchine scintillanti nei vialetti malridotti di un quartiere di periferia, spesa pagata per tutti al supermercato, prestito universitario saldato a uno studente in difficoltà e molto altro, tutto per una donazione complessiva di 996,631.90 dollari come segnalato alla fine del videoclip. Nessuno, ma proprio nessuno ha messo in discussione le sue buone intenzioni, anzi, la stampa e i social si sono inchinati al "good guy" esaltando il suo animo gentile da Robin Hood e esaltando il "buono esempio". In pratica, nessun riferimento a un'ipotetica "spettacolarizzazione della beneficenza" o a un ego spropositato. Fedez ha fatto una cosa simile (in piccolo, con soldi non suoi e molta approssimazione), e al contrario è stato investito da una valanga di critiche. Perché? I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio, diceva Leonardo da Vinci e fondamentalmente aveva ragione.

Il problema in sé non è la beneficenza fatta in diretta social (in questo caso su Twitch, piattaforma di livestreaming di Amazon ndr): che le buone azioni debbano rimanere "silenziose", come sostenuto da Fabio Volo in radio, è un concetto anacronistico nell'era della condivisione. Anzi, la partecipazione di personaggi noti a aste/eventi/progetti charity è, fatti alla mano, una combo vincente e un modo per sfruttare al meglio la propria visibilità e "influenzare" a fare del bene, attivando il meccanismo di emulazione. Quello che fa venire l'orticaria nel video di Fedez con Panetty che regala cinque buste da 1000 euro raccolti dalle donazioni dei fan su Twitch, è il focus della narrazione. Il punto focale del filmato non è la beneficenza tout court ma la celebrità che fa beneficenza: non è la celebrità che si mette al servizio della beneficenza ma la beneficenza a far comodo alla celebrità (e alla sua immagina). Nel filmato il protagonista è Fedez e il suo "cuore grande" e tutto il resto passa in secondo piano (cosa che invece non accade nel videoclip di Drake).

Fedez che regala mille euro a cinque milanesi in difficoltà, nel dettaglio "un rider, un senzatetto, un artista di strada, un cameriere o ristoratore, un volontario" come richiesto dai suoi fan su Twitch, nel midollo rimane una buona azione: a rendere tutto poco digeribile, la modalità e l'autoreferenzialità dello story telling che trasfigura una beneficenza raccontata in una beneficenza ostentata e occasione per un po' di self branding. Uno semi scivolone che non cancella quello fatto dai Ferragnez per Milano in piena pandemia e per cui sono stati premiati con l'Ambrogino d'oro, ma che deve essere occasione per riflettere su come sfruttare al meglio la lente d'ingrandimento costantemente sulle loro teste.

Per concludere, capitolo Lamborghini. Ovviamente non si può fare una colpa a Fedez della sua macchina, verissimo, ma criticarne i livelli di sensibilità ed empatia sì. Fare il "tour dei poveri in Lamborghini", simbolo di benessere assoluto e ricchezza (anche un po' cafona) è in contraddizione con il gesto, lo svuota e lo ridicolizza rendendo il tutto una caricatura fastidiosa a cui avremmo rinunciato volentieri. Perché i dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.