La brutta storia della chiesa polacca che ha insabbiato centinaia di casi di violenza sui minori

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Photo credit: Oscar Nord su unsplash
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Otto mesi fa era stato il giornalista Marcin Gutowski della redazione Black on the White il primo a gettare una luce inquietante e sinistra sul cardinale Stanislaw Dziwisz, il leggendario e intoccabile arcivescovo emerito di Cracovia, amico personale nonché segretario privato di Papa Giovanni Paolo II, oggi al centro di una rete di scandali e abusi sui minori da parte della Chiesa polacca. Sospettato di un diretto coinvolgimento o, quantomeno, di un sistematico tentativo di insabbiamento di centinaia di casi di pedofilia, Dziwisz si è sempre dichiarato innocente, ma oggi a parlare per lui sono i dati pubblicati nell'ultimo rapporto della Conferenza episcopale polacca (Kep), che fanno luce su una situazione di inquietante omertà da parte della cattolicissima Chiesa polacca, molto radicata nel territorio e sui cui ora i cittadini chiedono a gran voce di indagare.

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Dal documento prodotto dall’Istituto di statistica della Chiesa cattolica in collaborazione con l’episcopato stesso e la Fondazione San Giuseppe e pubblicato sul sito Episkopat.pl risulta che solo nel periodo compreso tra luglio 2018 e dicembre 2020 la diocesi e gli ordini religiosi del Paese hanno ricevuto 368 denunce di abusi su minori, maschi e femmine, di cui 173 riferite a minori di 15 anni. Per questi reati sono accusati 292 preti, di cui 58 indagati per più crimini. Gli abusi, denunciati per il 48% dei casi su segnalazione della vittima e per il 19% dal clero, risalgono per l'81% dei casi a un periodo compreso tra il 1958 e il 2017, mentre le restanti segnalazioni sono relative al triennio 2018-2020.

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Attualmente gli imputati sono stati per la maggior parte temporaneamente sospesi dal ministero. In altri casi, sono state applicate procedure quali l'omissione da determinate mansioni, il divieto di soggiorno in un determinato luogo, l'affidamento di compiti pastorali limitati o la punizione canonica. Molte denunce tuttavia arrivano dopo anni di silenzio, non a caso il 16% del clero incolpato è in pensione. Un religioso su dieci invece (l'11% di coloro che sono accusati nelle diocesi e il 6% negli ordini religiosi) non è stato rimosso dal servizio. Due anni fa, la stessa conferenza episcopale aveva pubblicato un dossier che elencava 382 casi di preti e anche suore che tra il 1990 e il 2018 hanno abusato di 625 minori. Dati che contribuiscono alla difficile e ancora oggi lacunosa ricostruzione di oltre 60 anni di violenze sui minori, nella maggior parte dei casi taciute per decenni.

Photo credit: SOPA Images - Getty Images
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Al momento il Vaticano ha risposto agli scandali attraverso un cambio della gerarchia ecclesiastica polacca, sanzionata dalla Santa Sede con l’accusa di negligenza nell’affrontare casi di abusi nelle loro diocesi. Per la stessa ragione il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) si è recato in Polonia su richiesta di Papa Francesco con lo scopo di verificare alcuni casi relativi all’operato del cardinale Stanislaw Dziwisz durante lo svolgimento del suo ufficio in qualità di arcivescovo di Cracovia nel periodo 2005-2016. E chissà che le indagini non portino a scoprire un altro volto, dei tanti conosciuti in questi anni, di Don Stanislao.

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