La casa che asseconda i paesaggi di Dalì seguendo un'unica stella polare: lo stile mediterraneo

Di Stefano Annovazzi Lodi
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Photo credit: Salva Lopez
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From ELLE Decor

Nella punta est della Catalogna, all’inizio della Costa Brava, c’è un panorama che tutti abbiamo visitato anche se forse non di persona. L’Empordà è infatti un lembo di terra che respira il surrealismo di uno dei suoi figli più celebri, Salvador Dalì. Paesaggi che ritornano nei quadri del grande artista, con le sue distese assolate, i campi e, ogni tanto, il mare.

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È giocando su questo incontro così fertile che lo studio spagnolo MESURA ha voluto progettare Casa Ter, villa appartata in cui l’outdoor è sfruttato in tutte le sue potenzialità. La struttura anomala si adatta infatti all’ambiente, assecondandolo e permettendo l’affaccio sugli scorci migliori, inseguendo la pendenza del terreno che apre lo scenario sulla valle.

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L’esterno si presenta perfettamente in sintonia con la natura, con una texture longitudinale e volumi più arrotondati che accompagnano lo sviluppo delle due ali che compongono l’edificio. Sono due tronconi, differenti per funzione ma intersecati in un vano cucina, punto di condivisione per eccellenza. Già da questo si capisce che la vera stella polare dell’abitazione è lo stile di vita mediterraneo, fatto di vita all’aperto e convivialità.

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Nel primo braccio sono adibiti una serie di spazi comuni, con poche pareti divisorie, quasi a creare un unico ambiente. Lo sbocco è un patio in cotto dove, dopo qualche scalino che scende con il fianco della collina, si giunge a una piscina a sfioro. L’altro ospita invece la zona notte, con le camere e i bagni. Al secondo piano, la camera dei padroni di casa presenta una magnifica volta catalana che richiama, smuovendole, le linee rette della facciata e quelle ondeggianti dei campi. Non un semplice esercizio di stile, dato che la curvatura segue fedelmente l’andamento della roccia che ne limitava l’altezza.

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Grazie al clima mite, il mondo esterno è invitato a entrare, sia attraverso le finestre generose, che permettono per lunghe ore di mantenere la luce al naturale, sia attraverso le ampie porte scorrevoli che di fatto trasformano il centro della casa in un porticato protetto che offre ombra o riparo a seconda della stagione.

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Il cemento, le ceramiche Bisbal di Valeria Vasi, i tappeti di Nanimarquina, i toni beige rimandano a un mondo accaldato, rurale, placido. Ma l’omaggio più evidente all’architettura autoctona è costituito dal massiccio utilizzo delle pietre provenienti dal fiume Ter (che dà il nome alla casa) per le mura. Un’abitazione perfettamente calata nel contesto, di cui fa sue la tradizione e le bellezze che ha da offrire.

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