La casa milanese di un’architetta dove due anime si incontrano in cucina

Di Elisa Zagaria
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Gabriele Giussani
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From ELLE Decor

Entrare nella casa-studio di un architetto è sempre un’avventura affascinante, perché chi disegna mondi su misura per gli altri, dà qui libero sfogo al proprio mondo, un intreccio di vita e lavoro che tra le mura domestiche diventa inestricabile e al contempo esplicito, privo di filtri e compromessi. Non fa eccezione la casa milanese di Chiara Novelli, un ex laboratorio artigianale di 140 metri quadri collocato in quell’angolo storico e palpitante della città che oggi tutti chiamano Maroncelli District.

Photo credit: Gabriele Giussani
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Il fermento metropolitano però sembra distante, per merito soprattutto del cortile intorno a cui la casa si dispone, un piccolo quadrato bordato di ringhiera e ricoperto di ciottoli di fiume, che emana un senso di quiete assai gradita. Non a caso, il legame tra dentro e fuori è enfaticamente suggellato da ampie porte finestre tripartite, sormontate da lunotti dal sapore retrò, che creano nicchie in cui sostare all’esterno, e piccole serre all’interno. Anche le finestre diventano panche per protendersi verso il giardino, nonché squarci di luce, che fanno a meno anche delle tende (sostituite da vetri oscurabili) per ottenere la massima luminosità possibile, riverberata dalla resina chiara dei pavimenti.

Photo credit: Gabriele Giussani
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Con una struttura ad L, che scinde nettamente gli ambienti pubblici da quelli privati, la casa sceglie di affidare alla cucina il posto d’onore, a cavallo tra i due bracci. È infatti qui che la vita familiare ha il suo culmine, e dunque non sorprende che il fulcro della casa sia anche il ponte tra la zona notte e la zona giorno, tra intimità e convivialità. Ciò che resta a memoria dell’edificio originario sono due grandi archi, tra i quali si dipana uno spazio generoso e accogliente, dominato da sfumature verdi.

Photo credit: Gabriele Giussani
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A spiccare è l’isola, rivestita in quarzite green onyx, che invita a riunirsi per mangiare o cucinare insieme, ma non solo. Questo punto è anche un osservatorio privilegiato su quello che accade altrove: da qui parte infatti una fila di stanze in enfilade, scandite da porte di legno allineate, a generare un’impressione di interconnessione e fluidità.

Photo credit: Gabriele Giussani
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Su questo concetto Chiara Novelli insiste, rimuovendo i tramezzi per liberare lo spazio. L’unico confine ammesso è un’imponente parete in legno di olmo, in parte scorrevole e in parte a ribalta, che divide la cucina dalla zona giorno, ma che può essere totalmente aperta per ribadire la permeabilità degli ambienti.

Photo credit: Gabriele Giussani
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Gli arredi si inseriscono in questo quadro come pennellate discrete e sottili, perché ciò che conta, come spiega la stessa Novelli, è “potersi sempre guardare, parlare, senza creare ostacoli alla socialità”. Dove invece il tono si fa più sommesso e intimo è nella zona notte, che appare quasi come un appartamento privato indipendente, composto da camera, cabina armadio, bagno e una piccola lavanderia, con un'ospite inattesa: una sorprendente moquette Jab gialla.

Photo credit: Gabriele Giussani
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Con le sue due anime ben distinte, che si tengono per mano in cucina, la casa appare dunque come un luogo da proteggere e scoprire, che si rivela per gradi, non del tutto e non in ogni momento, perché c'è un tempo votato alla condivisione e un tempo più ritirato e introverso, e qui entrambi convivono sotto lo stesso tetto.

www.chiaranovelliarchitect.com