La casa popolare più lunga del mondo è il simbolo del progresso della Prima Repubblica austriaca

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Construction Photography/Avalon - Getty Images
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Le antenne blu sembrano voler toccare il punto più alto del cielo; le volte alla base, invece, sono tunnel che attraversano l'architettura dal di qua al di là. Questa è la casa popolare più lunga del mondo - e non si trova in Italia. Molto diversa da come ce la immagineremmo se dominasse il paesaggio di una periferia nostrana, il complesso si trova invece a Vienna. Si chiama Karl Marx-Hof ed è talmente lungo al punto che non bastano quattro fermate di tram per arrivare da un capo all'altro dell'edificio.

Photo credit: DIETER NAGL - Getty Images
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L'architettura ha visto la luce durante il periodo a cavallo fra le due grandi Guerre Mondiali, nel momento storico noto con il nome di Rotes Wien (letteralmente, Vienna Rossa), quando la capitale dell'Austria neo-repubblicana si preparava a riaccogliere ex militari, profughi e funzionari dell'ex Impero Asburgico. Siamo nel 1918 e fra un mandato socialdemocratico, nuove disposizioni atte a regolamentare la giornata lavorativa, l'incremento di sussidi per la disoccupazione, si arriva celermente al 1934 - quando l'austrofascismo conquista il potere. Nel mezzo, l'architettura di Vienna cambia volto e le case popolari diventano i tetti sulla testa di migliaia di persone che affrontano i giorni con pochissime banconote in tasca. Nascono così le Gemeindebau, gli edifici-dimora delle famiglie della classe operaia - parliamo di 60mila nuovi alloggi costruiti in meno di un decennio.

Photo credit: ullstein bild Dtl. - Getty Images
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Nella Vienna Rossa però ricostruire significava dare un nuovo senso all'abitare: sostituire il disagio con il benessere e i disservizi con i servizi. Per questo motivo, il Karl Marx-Hof è molto di più che una casa popolare ed è molto di più che una "casa lunga". Inaugurato nel 1933 grazie al lavoro dell'architetto Karl Ehn, l'edificio conta 1382 appartamenti dislocati su una superficie lunga 1.1 chilometri e, oltre a vantare la facciata della casa popolare più lunga del mondo, giunta integra fino a oggi, rappresenta ancora quel sentito orgoglio proletario austriaco insieme alla speranza della classe dei lavoratori di riscattarsi socialmente. E se l'innovazione sta al pensiero così come all'architettura, non c'è da stupirsi nel sapere che quelle furono le prime abitazioni viennesi a vantare i servizi igienici privati e due lussi inattesi: l'acqua corrente, pronta a sgorgare - solo fredda - dai rubinetti, e un balcone.

Photo credit: DIETER NAGL - Getty Images
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5mila persone interagivano fra loro creando una comunità - del resto, non prevedeva anche questo il nuovo senso dell'abitare? I servizi erano moltissimi fra asili, una biblioteca e gli ambulatori medici. Il degrado non era contemplato e ancora oggi "le loro grandiose arcate non conducono, come nelle abitazioni del XIX secolo, a sottoappartamenti sempre più squallidi e squallidi intorno a lugubri cortili, ma a spazi aperti, simili a parchi, pieni di edifici sociali, alberi e campi da gioco. I dettagli decorativi, come le sculture, i murales, le maioliche, sono stati aggiunti per mantenere gli artigiani al lavoro durante un periodo di diffusa disoccupazione" come si legge sul Guardian. Oggi rappresenta uno dei simboli della Prima Repubblica austriaca. Si raggiunge in direzione nord, lasciandosi alle spalle il centro di Vienna - con il suo Duomo di Santo Stefano e il Palazzo Hofburg. Così, la periferia della città austera e aristocratica cela la lezione degli architetti Otto Wagner, Adolf Loos e Otto Neurath - fra i tanti, di grande ispirazione per Ehn.