La Chiesa non benedirà le unioni omosessuali: una decisione triste, grave, ma che purtroppo non stupisce

Di Elisabetta Moro
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Miryana Slivenska / EyeEm - Getty Images
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Un po' ci eravamo illuse, ammettiamolo. Papa Francesco aveva più volte rilasciato dichiarazioni favorevoli ai fedeli omosessuali dandoci l'idea di un'apertura finora impensabile. E invece nulla di fatto: la Chiesa non transige e non si muove dalle sue posizioni secolari, nemmeno a costo di apparire retrograda e escludente ai più. Così, un organo del Vaticano ha stabilito che i sacerdoti non potranno dare alcuna forma di benedizione a coppie di persone dello stesso sesso, sposate oppure legate da un'unione civile. Certo, la decisione non stupisce (sappiamo bene quali sono le posizioni ufficiali in merito) ma non può non deludere profondamente per l'ennesima occasione mancata.

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"Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio", aveva detto il Papa solo lo scorso ottobre intervistato dal regista Evgeny Afineevsky per il documentario Francesco, "Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo". Mai nessun pontefice prima d'ora era stato così esplicito nel sovvertire la posizione ufficiale della Chiesa che non ha mai in alcun modo contemplato altre unioni al di fuori di quella uomo-donna. Già nel 2016, tra l'altro, in il Papa aveva esortato la Chiesa - addirittura in un testo ufficiale - a disporre un percorso di "accompagnamento" per le coppie omosessuali, "affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita". Già allora c'era chi sosteneva che fossero "solo parole" e che Francesco, in realtà, avesse le mani piuttosto legate di fronte e secoli di opposizione, ma la speranza di un'apertura era comunque palpabile.

Photo credit: Franco Origlia - Getty Images
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Il Papa, invece pare sia "stato informato" e abbia "dato il suo assenso alla pubblicazione", si legge nella nota. A pubblicarla è stata la Congregazione per la dottrina della fede, un organo interno che dirime le questioni sulla dottrina cattolica che ha deciso di non lasciar spazio ad equivoci. La posizione è chiara (ed è sempre la solita): l’unione tra due persone dello stesso sesso non fa parte del "disegno" di Dio. La Chiesa infatti accetta solo unioni che siano "aperte alla vita" e quindi in grado di generare figli. La benedizione - pur non essendo un sacramento ma più una sorta di "augurio" di carattere spirituale - secondo la nota sottende comunque una forma di legittimazione che la Chiesa non può/vuole dare.

Come spiega Il Post, il dibattito sulla possibilità di benedire le coppie omosessuali è particolarmente vivo in Germania, dove diversi leader della Chiesa locale si erano espressi a favore della pratica. Secondo APNews, la nota del Vaticano sarebbe un apparente riferimento proprio alla chiesa tedesca che rischiava di spingersi troppo oltre. Insomma, a conti fatti e al di là delle affermazioni di Bergoglio, la Chiesa rimane immobile e questo, come ha detto Francis DeBernardo, capo di un'importante associazione di cattolici gay statunitensi, a Reuters "non è sorprendente, ma comunque spiacevole". Non possiamo dimenticare, infatti, che la comunità LGBT+ è ancora destinataria di atti d'odio e discriminazioni e che la Conferenza Episcopale Italiana si è addirittura espressa contro l'introduzione della legge Zan contro l'omotransfobia. A questo si aggiunge il fatto che in molti Paesi - compresa l'Italia - non sono ancora espressamente vietate le terapie di conversione, pratiche retrograde prive di alcun valore scientifico e pericolose atte a "cambiare" l'orientamento sessuale o l'identità di genere di un paziente. Rimane quindi lecito chiedersi come certe posizioni della Chiesa siano compatibili con un'istituzione che dovrebbe basarsi prima di tutto su valori d'amore e carità.