La città segreta in Polonia di cui nessuno ha saputo nulla per mezzo secolo (e che oggi puoi visitare)

Di Enrico Pitzianti
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Photo credit: konradkerker - Getty Images
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From Esquire

Una cittadina isolata e sconosciuta, nell’estremo nord della Polonia, era segreta fino ai primi anni novanta: nessuno ne parlava, chi viveva nell’unica strada che porta a quell’area evitava addirittura di nominarla. Sui cartelli il nome del centro abitato, “Borne Sulinowo”, non c’era, e nemmeno sulle mappe. Era un modo estremo per evitare che potesse essere bombardato o preso di mira durante gli eventuali combattimenti di una guerra con l’Occidente. Poteva accedere soltanto chi aveva un pass speciale chiamato "пропуск", in russo, cioè un documento che attestava due motivazioni possibili: o si era abitanti o militari autorizzati a lavorare all’interno dell’area, che era recintata e costantemente sorvegliata.

Di città segrete l’Unione Sovietica ne aveva molte altre. Si chiamavano ZATO, la sigla sta per “formazioni amministrativo-territoriali chiuse”, ed erano quasi sempre città costruite in pochissimo tempo per scopi militari, spesso intorno a siti per la ricerca o lo sviluppo di armamenti nucleari. Gli abitanti delle ZATO non erano iscritti ai registri dell’anagrafe, e vivevano vite estremamente isolate, con serie difficoltà a uscire dalle proprie città, che a volte contavano decine di migliaia di residenti.

Borne Sulinowo oggi è molto diversa da allora, è una specie di sito archeologico a cielo aperto, che racconta molti dettagli sulla guerra fredda che è durata fino alla fine degli anni ottanta. Al tempo dei sovietici il borgo ospitava truppe e aviazione che sarebbero servite ad attaccare verso ovest, partendo innanzitutto dalla Germania dell’ovest. Prima dei sovietici, prima ancora della Seconda Guerra Mondiale, la cittadina era parte del territorio tedesco ed era già considerata un centro strategico militare off limits, in cui l’accesso era consentito solamente al personale dell’esercito e da chi aveva un apposito documento per l’accesso.

C’è una foto che testimonia l’importanza che questa cittadina segreta ebbe già all’inizio del Novecento, si vede Hitler in persona marciare in una delle sue strade circondato dalle truppe che presto avrebbe condotto alla guerra.

Photo credit: Keystone - Getty Images
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Stando a un approfondimento di CNN quasi 12 mila militari sovietici erano di stanza nel complesso militare di Borne Sulinowo al culmine della guerra fredda, erano le truppe del Gruppo di Forze del Nord presente in Polonia a causa del Patto di Varsavia, cioè l'accordo tra Unione Sovietica e le repubbliche socialiste del blocco orientale. "Questo posto era un enorme cantiere per la costruzione di strutture militari" ha riferito a CNN Wiesław Bartoszek, oggi uno dei 5 mila residenti di Borne Sulinowo e proprietario del museo locale.

Dal reportage di CNN si scoprono anche altri dettagli sull'ormai ex città segreta, le recinzioni erano elettrificate, al tempo c'era una sola strada che entrava in città ma era presente anche una linea ferroviaria, oggi interrotta. L'aspetto più interessante però è forse quello attuale: la città, una volta abbandonata, ha cominciato a popolarsi e diventare un punto di interesse per i turisti più avventurosi. Nonostante la nomea di luogo proibito e militarizzato in molti oggi, soprattutto d'estate, vengono a visitare le strutture, anche perché il sito è interessante naturalisticamente: ci sono foreste di conifere, un lago e una natura sostanzialmente incontaminata che in più punti si è riappropriata dei grandi spazi usati decenni fa per scopi militari.

Tra le attrazioni principali, oltre ai giganteschi casolari abbandonati, i tetti cadenti e i grandi spazi dei cortili interni, c'è un tunnel che corre da sotto l'ospedale fino alla ferrovia. Non si sa a cosa servisse, Bartoszek racconta quella che forse è solo una leggenda, cioè che era un modo per trasportare altrove i cadaveri e farli sparire.

Il 22 gennaio del 2020, proprio a Borne Sulinowo, si è tenuta la più grande esercitazione militare sul suolo europeo degli ultimi 25 anni: l'operazione "Defender-Europe 20". 37 mila tra truppe e personale tecnico in supporto ai militari oltre al diretto coinvolgimento del Pentagono e delle forze armate statunitensi. L'operazione militare è stata molto discussa anche da siti e inclusa in centinaia di contenuti complottisti, ma non è stata parte di un complotto, al massimo è stata la conferma di qualcosa che si sa da almeno un secolo, e cioè che questa cittadina è al centro delle operazioni militari in Europa.