La collezione di Bianca Attolico, Signora dell'Arte, in mostra a Villa Torlonia

Di Antonia Matarrese
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Photo credit: Tracey Emin, It could have been Something (2001), china, grafite, ricamo su calico
Photo credit: Tracey Emin, It could have been Something (2001), china, grafite, ricamo su calico

From Harper's BAZAAR

"Ai collezionisti alle prime armi consiglio di comprare le opere che piacciono a loro. Se poi, con il tempo, ciò che hanno acquistato si ‘impolvera’ o diventa un po’ nebbioso possono sempre cambiarlo. Alla base di tutto deve esserci il piacere di avere un certo quadro o una certa scultura. Meglio puntare su artisti giovani e non famosi. Che gusto c’è nel comprare un artista già affermato? La scoperta è la cosa più bella".

Così parlava Bianca Lucherini Attolico (1931-2020) durante un incontro organizzato al MACRO di Roma qualche anno fa. Ora, a pochi mesi dalla scomparsa, la sua città tanto amata le dedica una raffinata e preziosa mostra dal titolo "La Signora dell’Arte – Opere dalla collezione di Bianca Attolico da Mafai a Vezzoli" (Musei di Villa Torlonia-Casino dei Principi, fino al 17 gennaio 2021) che raccoglie 58 opere di 57 artisti. Si inizia con quelle del primo Novecento (un omaggio al palazzo, che ospita l’archivio della Scuola Romana) e, di sala in sala, si approda al contemporaneo.

Photo credit: Collezione Bianca Attolico
Photo credit: Collezione Bianca Attolico

"La disposizione dei quadri è volutamente libera perché ricostruisce lo spirito di casa Attolico, punto d’incontro per artisti, galleristi, curatori, direttori di musei che spesso attorno a un tavolo apparecchiato discutevano su tendenze e mercato", racconta Ludovico Pratesi, curatore della mostra.

Photo credit: Collezione Bianca Attolico
Photo credit: Collezione Bianca Attolico

"I pezzi più significativi sono un dipinto di Jannis Kounellis del 1967, Senza titolo, e uno Schifano del ’65, Plastica rosa. Negli anni Ottanta resta folgorata dal lavoro di quegli artisti che fondarono la Scuola di San Lorenzo e che ruotavano attorno al Pastificio Cerere: Nunzio, Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli. Intorno al Duemila la sua curiosità si spostò verso la fotografia".

Photo credit: Collezione Bianca Attolico
Photo credit: Collezione Bianca Attolico

Collezionista militante, Bianca Attolico ha donato la vastissima biblioteca all’Archivio della Quadriennale e, c’è da scommetterci, nessuno di questi volumi era intonso: "Mia madre non conservava i cataloghi d’arte come fossero oggetti o soprammobili da spolverare ma li divorava", ricorda la figlia Elena.

Photo credit: Collezione Bianca Attolico
Photo credit: Collezione Bianca Attolico

"L’ultimo suo acquisto? Un’opera di Gianni Politi (classe 1986, ndr), artista romano come lei, comprata alla Galleria Lorcan O’Neill".

In apertura: Mario Mafai, Veduta di Roma, 1947 (olio su tela)