La collezione Dior Haute Couture Primavera Estate 2021 è un sogno esoterico

Di Vito de Biasi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior

From Harper's BAZAAR

Prima c'è stato il Théâtre de la Mode, adesso ci sono i tarocchi. Maria Grazia Chiuri ha scelto ancora una volta il regista Matteo Garrone per presentare la nuova collezione Dior Haute Couture, la Primavera Estate 2021, in formato video, un corto d'autore che recupera le atmosfere oniriche dell'Autunno Inverno 2020-2021, ma anche le storie fiabesche del regista romano, come Il racconto dei racconti e Pinocchio. Stavolta tocca ai tarocchi, dicevamo, una delle passioni del fondatore della maison, monsieur Christian.

Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior

La storia comincia con una ragazza che si fa leggere le carte da un'anziana signora. "Che cosa vuoi sapere?", chiede la cartomante. "Chi sono?", risponde la ragazza. Bella domanda, di questi tempi hanno cominciato a chiederselo anche i meno introspettivi tra noi. Una risposta, forse, è nella moda, l'artificio che consente più e meglio di altri di costruirsi un'identità, non soltanto esteriore. Un modo di apparire nel mondo che coincide con l'essere.

Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior

Si tratta di Haute Couture, però, e allora quell'essere è soprattutto un voler essere, un desiderio o un sogno. La cifra della maison Dior è sempre stata questa, soprattutto quando si tratta di alta moda. E il sogno non manca, con le lavorazioni preziose che Chiuri distribuisce generosamente per tutta la collezione. Dopo la domanda della ragazza, "Chi sono?", comincia un viaggio nel Castello dei Tarocchi, che è anche il titolo del film, ambientato nel Castello di Sammezzano, bizzarria orientalista non lontana da Firenze.

Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior

Di stanza in stanza la ragazza incontra le figure dei tarocchi, la Papessa, il Matto, l'Appeso, la Giustizia, la Temperanza, tutte vestite con la nuova Haute Couture Dior, naturalmente. Non manca il momento lynchiano in cui la ragazza incontra il suo alter ego, fino a ricongiungersi con esso in una sorta di rispecchiamento tra sé e altro da sé, un'altra acrobazia mentale resa possibile dal potere trasformativo della moda. L'abito può trasformarci in un altro? Non letteralmente, ma può farcelo sentire.

Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior

Necessariamente un concetto così esoterico, dalle ispirazioni medievali e vagamente inquietanti, richiede una collezione più ricca ed elaborata del solito. Le preziosità della Haute Couture qui si accompagnano a un amore smodato per l'artificio e tutto ciò che permette una fuga in avanti, lontano da ogni logica terrena. Il vestito drappeggiato partendo da un singolo pezzo di velluto devoré, ricoperto da uno strato di lamé dorato e decorato con il motivo Mille Fleurs della maison dipinto a mano dice questo. Dice ricchezza soprannaturale, come nelle Madonne del pittore targo-gotico Carlo Crivelli, intarsiatore di stoffe preziose su tela.

Photo credit: Courtesy Dior
Photo credit: Courtesy Dior

Anche la parte più androgina di questa collezione contiene lavorazioni complesse: il bustier ricamato dell'Appeso, o quello del Matto, ne sono un esempio. Non mancano gli abiti lunghi, drappeggiati come pepli, che sono una delle cifre stilistiche più riconoscibili di Maria Grazia Chiuri, ma questa volta il desiderio di bellezza è più spinto, più smodato, e produce di conseguenza un decorativismo che si potrebbe giudicare "superato". Non è tanto superato quanto inattuale, consapevolmente fuori da un presente di tute comode e prospettive ridotte. Basta guardare la carta dell'Imperatrice, che indossa un abito in velluto devoré ricoperto d'oro con stampe dello Zodiaco, più simile a una Madonna bizantina che a una modella.