La cosa per cui brindare oggi: il Cile riscriverà la Costituzione di Pinochet in nome della parità

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: MARTIN BERNETTI - Getty Images
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"Quiere usted una Nueva Constitución?", questa è la domanda che il popolo cileno si è trovato davanti durante il referendum di di domenica scorsa: "Vuoi una nuova Costituzione?". Più di tre quarti degli elettori al quesito hanno risposto "apruebo", "approvo", dando inizio a una nuova era per il Paese. A partire da questo storico momento, si darà il via a un processo di sostituzione della Costituzione risalente al 1980 e redatta durante la dittatura militare del generale Augusto Pinochet. "Abbiamo vissuto sotto una Costituzione illegittima creata da un regime militare, che ha permesso il progresso solo a coloro che hanno soldi", spiega al The Guardian Catalina Miranda una donna di 34 anni scesa in piazza per festeggiare l'esito della votazione, "Ci sono state pochissime volte in cui il popolo cileno ha condiviso una vittoria collettiva come quella oggi". Da questo momento il Paese lavorerà a una nuova carta costituzionale e sarà la prima al mondo a essere scritta all'insegna della parità.

Photo credit: RODRIGO ARANGUA - Getty Images
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Il processo che ha portato fino a qui era iniziato ancora l'anno scorso quando a ottobre erano scoppiate accese proteste che chiedevano urgentemente al presidente Sebastián Piñera di indire un referendum. I manifestanti protestavano per le disuguaglianze ancora fortemente presenti nel Paese, gli aumenti continui delle tariffe per i trasporti pubblici, la stagnazione dei salari e la corruzione dell'élite politica. A seguito della transizione del Cile dalla dittatura alla democrazia, nel 1990, il Paese ha vissuto diversi decenni di crescita economica che però, come fa notare il New York Times, ha finito per acuire il divario tra le diverse fasce della popolazione. Le richieste dei manifestanti includevano riforme radicali ai settori privatizzati dell'istruzione, della sanità e delle pensioni e sono confluite in un appello a cambiare la Costituzione per consentire una maggiore flessibilità nell'apportare i cambiamenti economici e politici strutturali necessari.

Sempre domenica, il popolo cileno ha stabilito altri due punti di partenza fondamentali. Il primo è che l’assemblea che dovrà scrivere la nuova Costituzione (e dovrebbe insediarsi entro maggio del 2021) sarà composta da 155 membri esterni al parlamento, eletti dunque direttamente dal popolo. Il secondo, invece, - forse ancora più importante - è che verrà garantita la parità di genere. L'assemblea costituente, infatti, per la prima volta al mondo, sarà costituita al 50% da donne e si tratta di un passo avanti fondamentale a livello di rappresentanza per le donne cilene.

Come spiega la portavoce di ONU Mujeres Chile, María Inés Salamanca, si spera che la maggiore presenza femminile "consenta di dare priorità a questioni delicate e epocali non solo per le donne, ma per la società come insieme". "Attraverso la distribuzione più equilibrata del potere, nello Stato e nelle organizzazioni autonome", fa eco Alejandra Sepúlveda, direttrice esecutiva dell'organizzazione non governativa Comunidad Mujer, "si conseguirà il rispetto e la promozione dei diritti umani specifici delle donne, come per esempio una vita libera dalla violenza, ottenere parità di retribuzione, protezione sociale senza discriminazioni in base al genere, riconoscimento del valore del lavoro domestico e di assistenza non retribuito, e corresponsabilità sociale. Si tratta sicuramente di un esperimento fondamentale a livello di impatto che una maggiore apertura alla parità di genere può avere sull'intera società. La nuova Costituzione cilena dovrebbe essere approvata con un secondo referendum nella prima metà del 2022. Nel frattempo, beh, c'è molto lavoro da fare.