La design gallery della settimana è un invito alla gratitudine intorno alla tavola del Ringraziamento

Di Isabella Prisco
·7 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Photo Ginori 1735
Photo credit: Courtesy Photo Ginori 1735

From ELLE Decor

Ri-unirsi, ri-vedersi, ri-abbracciarsi: con le normative anti-contagio, quest'anno, (anche) il Giorno del Ringraziamento avrà sicuramente un sapore diverso. Se a dominare la grande tavola imbandita nel nome della ricorrenza a stelle e strisce resteranno il celebre tacchino ripieno e la classica torta di zucca, intorno, il rituale della condivisione prenderà tutto un ritmo nuovo. Celebrato solitamente l'ultimo giovedì di novembre, il Thanksgiving Day è considerato l'apripista ufficiale delle Feste: il giorno dopo, con il Black Friday, il venerdì nero più dorato del consumismo, ha inizio lo shopping natalizio e, nel giro di qualche settimana, l'appuntamento è per tutti all'ombra dell'albero di Natale, per scartare pacchetti e pacchettini sulle note di Last Christmas. Ma la colonna sonora di questo 2020, si sa, è fuori dall'ordinario: sul ritornello lontani ma vicini, l'ossimoro spaziale sembra risolversi, in prima battuta, virtualmente. Anche in previsione delle festività. La piattaforma digitale Zoom, padre e madre di riunioni e talk via etere, giovedì 26 novembre rimuoverà il limite massimo di 40 minuti previsto per le videochiamate gratuite, permettendo così agli utenti di festeggiare insieme all day long, seppur a distanza, il Ringraziamento. Un modo, appunto, con cui la rinomata società di videotelefonia vuole ringraziare i suoi fedelissimi clienti.

Già, perché la missione più nobile del Thanksgiving Day, anticipato qualche giorno prima dall'americanissima tradizionale grazia presidenziale a due tacchini alla Casa Bianca, sottende a quel sentimento che per Cicerone era "non solo la più grande delle virtù, ma il genitore di tutte le altre": la gratitudine. Quando nel novembre 1623 fu effettuato il raccolto nelle terre della Colonia fondata dai Padri Pellegrini a Plymouth, nel Massachusetts, l'allora governatore William Bradford emise proprio un ordine: "Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli e i vostri piccoli, radunatevi alla Casa delle Assemblee, sulla collina... per ascoltare lì il pastore e rendere Grazie a Dio Onnipotente per tutte le sue benedizioni". Il banchetto che fece seguito alla preghiera, a cui furono invitati anche i nativi americani grazie ai quali i coloni avevano potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento ai nuovi territori, fu un tripudio di abbondanza e prosperità. In segno di riconoscenza. Buffo pensare che, secondo l’Accademia della Crusca, la parola “gratitudine” non esistesse in latino: esisteva però nella sua negazione, ossia l’ingratitudine. Forse perché era quella la forma di sentimento più comune? L'interpretazione della sua accezione positiva è, tuttavia, ricca di sfumature e interpretazioni: gli anglosassoni e i tedeschi associano al rendere grazie il pensiero, sottolineando nelle parole “thank” e “think”, “danken” e “denken” la relazione non casuale tra le due azioni; i portoghesi, con "obrigado", sembrano invece vincolare il ringraziamento all'obbligazione, un impegno prima sociale, poi privato. Ma tutto questo importa poco: ciò che importa è dire grazie. Anche tra una decina di settimane quando, lasciandoci alle spalle questo turbolento 2020, la sensazione di riverenza e riconoscenza che solitamente ci accompagna verso l'anno nuovo potrebbe sensatamente vacillare: di cosa, esattamente, potremmo essere grati? Pensiamoci bene: se la risposta alla disumanità del virus è l'umanità delle persone che ci circondano, bene è a loro che deve andare la nostra gratitudine più profonda.

"Vi siete mai chiesti quante volte al giorno dite grazie? Grazie per il sale, per la porta, per l'informazione. Grazie per il resto, per il pane, per il pacchetto di sigarette. Grazie di cortesia, di buona creanza, automatici, meccanici. Quasi vuoti. A volte omessi. A volte troppo insistiti: grazie a te. Grazie di tutto. Grazie infinite. Grazie mille". Sulle parole dell'autrice francese Delphine de Vigan, scritte nel suo recente Le gratitudini , il Thanksgiving Day sembra tornare oggi in un tempo storico che deve necessariamente ritrovare l'essenzialità e la profondità del ringraziamento. Noi, cultori dell'abitare, vi suggeriamo di farlo prima di tutto intorno ad una tavola, segno e simbolo domestico della convivialità e della riconoscenza. Ecco quindi che vi presentiamo la design gallery della settimana: un invito alla gratitudine che, tra tovaglie e oggetti decorativi, anticipa il luccichio natalizio in un banchetto d'autore consacrato all'intimità.

Driade - Together

Photo credit: Courtesy Photo Driade
Photo credit: Courtesy Photo Driade

Quattro bracci uniti fra loro alla base, muniti di appendici cave per sistemarvi foglie o fiori: è Together, il candelabro disegnato da Laudani & Romanelli per Driade. Reinterpretando i volumi e le forme che caratterizzavano l'antico sistema di illuminazione, la rielaborazione artistica e decorativa del duo di architetti Marta Laudani e Marco Romanelli, che collaborano dal 1988 negli studi associati di Roma e Milano, punta su luce e ornamento. Perfetto come centrotavola, è anche una mini fioriera.

www.driade.com

Alf DaFré - Rigadin

Photo credit: Courtesy Photo Alf DaFré
Photo credit: Courtesy Photo Alf DaFré

Festività come il Giorno del Ringraziamento sono l'occasione perfetta per esibire servizi da tavola antichi e, purtroppo, spesso inutilizzati. Con la rivalutazione di bicchieri e porcellane, torna così lustro di ogni living che voglia definirsi tale la madia. Mobile contenitore per antonomasia, è declinato nella collezione Rigadin di Alf DaFré in uno scrigno-architettura in legno massello. Con il tocco d'autore di Gordon Guillaumier, la bellezza è sia forma che sostanza.

www.alfdafre.it

Once Milano - Velvet Collection

Photo credit: Courtesy Photo Once Milano
Photo credit: Courtesy Photo Once Milano

Once Milano, brand lanciato da Allegra Marchiorello e Valeria Piovesana Thompson nel 2012 per offrire una "moderna interpretazione del lino tradizionale, con l'obiettivo di reinventare la casa italiana", presenta quest'anno una linea di accessori per la tavola in velluto. Rigorosamente fatte a mano, le tovagliette all'americana circoscrivono così lo spazio all'insegna della rotondità esibendo, anche a tavola, tutta la preziosità del tessuto dei re.

www.oncemilano.com

Ginori 1735

Photo credit: Courtesy Photo Ginori 1735
Photo credit: Courtesy Photo Ginori 1735

Nuance calde e materiche che ricordano i colori dell'autunno sono protagoniste della tavola del Ringraziamento. La mise en place firmata Ginori 1735 (così come la foto in apertura) è un tripudio di gioia e calore. Il servizio in porcellana della collezione Contessa unisce l'artigianalità senza tempo alla tecnica dell'aerografo, tra dettagli disegnati a mano e accenti dorati. Tradizione e modernità si fondono poi anche nelle posate Lorena e nei cristalli della collezione Medici, dove una raffinata decorazione a filo d'oro segna la bocca dei calici, della brocca e della bottiglia.

www.ginori1735.com

Poliform - Concorde

Photo credit: Courtesy Photo Poliform
Photo credit: Courtesy Photo Poliform

Nel nome della convivialità e della condivisione è nato il Lazy Susan, un piano di appoggio rotante che, posizionato al centro di un tavolo, funge da vassoio circolare. Per la sua spiccata adattabilità e funzionalità, si integra sempre più spesso ai tavoli da pranzo. Un esempio? Il Concorde di Poliform: nella versione rotonda del progetto firmato da Emmanuel Gallina è disponibile infatti anche un vassoio girevole opzionale.

www.poliform.it

KnIndustrie - Stone Work

Photo credit: Nicolò Brunelli
Photo credit: Nicolò Brunelli

Rodolfo Dordoni disegna per KnIndustrie Stone Work, una collezione di pentole definita da una particolare finitura "stone washed" che viene abbinata con gusto a manici in legno di noce. L'effetto del metallo trattato è quello di una patina anticata che richiama alla mente i servizi tradizionali di famiglia, adoperati e preservati con cura nel tempo e mai lucidati eccessivamente per non accentuarne l'usura. Allo stesso tempo, casseruole e tegami si contraddistinguono per il design assolutamente contemporaneo che interpreta con razionalità l'utilizzo funzionale di ogni elemento.

www.knindustrie.it

Artemest X Luisa Beccaria

Photo credit: Enrico Luoni
Photo credit: Enrico Luoni

A tavola, la decorazione e l'attenzione minuziosa ai dettagli sono gli ospiti d'onore. Per questo motivo, sempre più frequentemente, fanno capolino nel mondo della progettazione le case di moda che decidono di tradurre i propri codici stilistici in oggetti raffinati dedicati all'art de la table. Nel 2019 Luisa Beccaria disegna una collezione tableware per Artemest: un bouquet fiorito di piatti e tovaglie, bicchieri e vasi, che tra pervinca, lilla e azzurri crea forti parallelismi con l'immaginario della maison.

luisabeccaria.it

artemest.com

MisuraEmme - AR1

Photo credit: Courtesy Photo MisuraEmme
Photo credit: Courtesy Photo MisuraEmme

Avere oltre ottant’anni e non dimostrarli: il carrello bar AR1 fu progettato da Alfred Roth nel 1930. Pezzo storico numerato di MisuraEmme, è super accessoriato: si compone infatti di una riserva per il ghiaccio e di un contenitore per bottiglie in lamiera e di un box in acero laccato con interno in betulla naturale. Montato su ruote, è un oggetto di design funzionale che avvicina in un gesto semplicissimo cucina e sala da pranzo, rivelandosi un alleato perfetto per cene e pranzi di famiglia.

www.misuraemme.it