La design gallery della settimana è un distillato di arredi nati sotto lo stesso segno del capodanno cinese

Di Isabella Prisco
·6 minuto per la lettura
Photo credit: VCG - Getty Images
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From ELLE Decor

Il prossimo 12 febbraio si celebra un (altro) nuovo inizio, quello segnato dal Capodanno cinese 2021 che, secondo la tradizione sinica, ci porterà tutti nell'anno del Bue (o del Bufalo o del Toro). Nota come Festa di primavera, la ricorrenza che coincide con il novilunio cambia sempre data, animando però ciclicamente, con la prima luna nuova, la terra del Drago di un palinsesto di festeggiamenti notte-giorno che trova fine soltanto dopo circa due settimane, in occasione della Festa delle lanterne. Come consuetudine, ciascun principio viene inaugurato sotto il segno di uno di quei dodici animali che, sempre secondo la tradizione, risposero al saluto di Buddha nel presentimento della sua fine sulla Terra. Ecco perché quest'anno è l'anno del Bufalo, simbolo di prosperità, di fatica e di duro lavoro. Il Topo del 2020, figura a cui, tra l'altro, si attribuisce una delle possibile cause dell'emergenza sanitaria che stiamo affrontando, passa così il testimone al più forzuto e laborioso animale dello Zodiaco cinese, lasciandoci nelle mani un chiaro messaggio di incoraggiamento e responsabilità: darsi da fare. Provvidenza o coincidenza?

"La pandemia sta ostacolando le migrazioni di massa del capodanno cinese che, quest’anno, sarà all’insegna del lavoro", si legge sul Sole24Ore. I divieti imposti dal Covid-19 bloccano infatti gli spostamenti che per i festeggiamenti del capodanno lunare interessano solitamente circa duecento milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Ma le aziende, per incentivare la produzione e diminuire il numero di contagi, "stanno tentando i loro dipendenti con bonus per non partire, specie quelli più qualificati. Alla Contemporary Amperex Technology Co. Ltd., il più grande produttore cinese di batterie per auto elettriche (tra i clienti ha Tesla), i dipendenti possono guadagnare di più accettando l’offerta che l’azienda fa se rinunciano a festeggiare il capodanno lunare: il raddoppio dello stipendio". Facendo un salto all'indietro, nella storia delle parole, non può sembrarci un caso se, riferendosi proprio al sacrificio che il lavoro comporta, i latini attribuivano alla parola labor il senso di difficoltà, l'esplicazione di energia volta a un fine determinato. Oltralpe, inoltre, verso il 1120, il laboureur era colui che coltivava la terra mente il travail, da cui poi deriva il travailler francese, indicava uno strumento in legno fatto di travi al quale si legavano i cavalli o i buoi per ferrarli. Ecco come, oggi, la figura del Bue torna, in barba al nomadismo e all'evanescenza dello smartoworking, a ri-materialzzare la fatica, simboleggiando il valore di quella terra che da sempre rappresenta l'orizzonte percorribile della redditività e della produzione.

Photo credit: Feng Li
Photo credit: Feng Li

Anche la creatività, di fronte a questo slancio laborioso, non resta a guardare: in occasione del Capodanno cinese 2021 le aziende di moda lanciano capsule collection inspirate all'immaginario dello Zodiaco, riproducendo sagome di tori e bufali dalle sembianze pop su stampe divertenti che strizzano l'occhio (soprattutto) al mercato cinese. Da Burberry (in foto), passando per Fendi, Moschino, Versace e Gucci - solo per citarne alcune -, i pattern e i loghi che fanno la storia delle maison si dispiegano tra segni e simboli di buon auspicio. E il design? Seppure l'arredo non sembri cedere così all'unisono all'occasionalità, corna e sagome taurine spuntano anche tra gli oggetti che ci circondano. Non ci credete? Guardate qui.

Rooms Studio - Taurus Chair

Photo credit: Guram Kapanadze
Photo credit: Guram Kapanadze

Non lascia nulla da intendere la sedia della collezione Wild Minimalism disegnata da Rooms Studio in edizione limitata: come ci suggerisce già il nome, la Taurus Chair cita infatti il toro dello Zodiaco appoggiando allo schienale alto due piccole corna. Realizzata in metallo, legno e ottone, la seduta si contraddistingue per la forma scultorea e, allo stesso tempo, leggermente giocosa. Primitiva e a tratti grezza, la silhouette asseconda l'intento della famiglia di arredi a cui appartiene: back to the roots, un ritorno alle origini.

rooms.ge

Bam Design - Boe

Photo credit: Gianluca Vassallo
Photo credit: Gianluca Vassallo

"Tolto l’odore acre, i pascoli assolati, i muggiti gravi. A parte i nomi, il loro lavoro, la cura per addomesticarli. Restano le schiene ingobbite, le corna ricurve, il pesante ciondolo sonoro che dà loro voce - unica, inconfondibile. Basta questo per accarezzarne uno, respirarne la potenza mansueta, riconoscerne il canto. Questo è Boe". Descrivono così gli artigiani di Bam Design (Bottega Artigiana Metalli) il più piccolo dei manufatti della serie Animali Sonanti: un bue in miniatura, realizzato a mano in lamiera d’acciaio naturale e acciaio corten, che vuole essere un oggetto decorativo, un talismano, un ricordo.

bam-design.com

Carl Hansen & Søn - CH88

Photo credit: Courtesy Photo Carl Hansen & Søn
Photo credit: Courtesy Photo Carl Hansen & Søn

Sarà la bellezza materica del legno, saranno le cromie calde e pacate, ma la CH88 di Carl Hansen & Søn è davvero un arredo fuori dal tempo: disegnata per la prima volta da Hans Jørgen Wegner come prototipo per l'Esposizione internazionale di Helsingborg del 1955, in Svezia, è entrata in produzione per la prima volta nel 2014. Versatile, comoda e duratura, è una seduta da pranzo che abbina alla struttura in acciaio uno schienale e un sedile in rovere o faggio che restituiscono comfort e grande equilibrio compositivo. Classica ma moderna, la CH88 oggi è declinata in due serie cromatiche: una più accesa e ricca, che accoglie le sfumature del rosso e del verde petrolio, una più classica e tradizionale, che, invece, sfuma dal bianco al nero caviale.

www.carlhansen.com

Bosa - Toro

Photo credit: Courtesy Photo Bosa
Photo credit: Courtesy Photo Bosa

Nel bestiario di Sam Baron, tra un unicorno e un ariete, spunta anche Toro: per la collezione Animalità di Bosa il creativo francese disegna infatti un contenitore in ceramica arricchita con smalti colorati e metalli preziosi che gioca con il tema dell'animalità, interpretata in senso letterale, metaforico e sperimentale. "I tre pezzi che ho progettato sono una commistione di mitologia e ricordi personali dove il toro diventa un Minotauro, il montone un importante animale sacrificale per celebrare gli dei e, secondo un approccio particolarmente selvatico, il cavallo si tinge di toni onirici diventando un unicorno", ha dichiarato il designer.

www.bosatrade.com

Erik Jørgensen - Ox Chair

Photo credit: Enok Holsegaard
Photo credit: Enok Holsegaard

Tra le opere più risonanti di Hans Jørgen Wegner troviamo anche lei, la Ox Chair: audace e scultorea, la seduta ispirata alla fisionomia del bufalo dimostra magnificamente l'approccio innovativo del progettista danese che, tra i padri dell'organicismo, fu capace di unire lo spirito artistico e stravagante all'anima funzionale insita nel design nordico. Nata nel 196o, la poltrona, a causa del suo rivestimento complesso, è stata messa in produzione per la prima volta nel 1989, quando Wegner ne affidò la lavorazione a Erik Jørgensen. Da allora, continua a stupire per le sue proporzioni e per come quei sottili piedini metallici riescano a sostenere il voluminoso e possente corpo di seduta in perfetto equilibrio.

erik-joergensen.com

Ebanisteria Meccanica - Boès

Photo credit: Max Rommel
Photo credit: Max Rommel

Lo specchio Boès è il mio primo progetto per Ebanisteria Meccanica: con Diego Moretti mi ero confrontato sulla possibilità di evocare, nel nostro lavoro, valori e simboli tipici della Sardegna. Il carnevale di Ottana, nel Nuorese, è diventato paradigmatico di valori che in Sardegna si vivono da sempre, ovvero il rapporto ancestrale tra uomo, animale e natura", introduce così Giulio Iacchetti l'inedito oggetto pensato per quello che dal 1931 continua ad essere un laboratorio artigianale di falegnameria di mirabile manifattura. "Nel carnevale di Ottana uomini travestiti da buoi si assoggettano a uomini mascherati vestiti con pelli di pecora (i merdules). Le maschere del carnevale, con le lunghe corna, vengono poi riposte appese al muro". Ed è così, dalla loro osservazione, che è nata l’idea di realizzare uno specchio: alle sue estremità superiori è possibile appendere abiti e cappelli, nel retro si nasconde un piccolo vano svuotatasche mentre all’anello in acciaio che attraversa le narici del bue è possibile appendere il guinzaglio per l’uscita con il cane, o un ombrello.

www.ebanisteriameccanica.com