La dieta della longevità per vivere di più e per combattere con più efficacia i tumori

·5 minuto per la lettura
Photo credit: Getty Images - Hearst Owned
Photo credit: Getty Images - Hearst Owned

Secondo voi, quanti anni in più potremmo vivere se fossimo in grado di curare definitivamente i tumori? «Tre–quattro anni». Non ve l’aspettavate, vero? Eppure è la risposta che dà uno dei massimi esperti italiani di longevità e oncologia: Valter Longo, più noto come il guru della dieta mima-digiuno per i suoi svariati best seller, ma di fatto professore di Biogerontologia e direttore dell’Istituto di Longevità alla University of Southern California e del programma di Oncologia e Longevità presso l’Ifom Istituto Firc (Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) di Oncologia molecolare di Milano.

Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned
Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned

Il professore ama aprire con questa domanda le sue conferenze per sottolineare che oggi sarebbe importante studiare soprattutto lo health-span: il periodo della vita in cui una persona rimane giovane e sana. In altre parole, più che cercare strategie per prevenire il cancro, dovremmo trovare modi per ritardare l’invecchiamento. «Perché anche se nel 5-10 per cento di tutti i tumori le mutazioni di geni che ne possono aumentare l’incidenza sono ereditarie, l’invecchiamento costituisce il maggior fattore di rischio di contrarre non solo il cancro, ma una grande quantità di patologie», spiega. Per approfondire il concetto, Valter Longo ha appena dato alle stampe un nuovo libro, Il cancro a digiuno – Come digiuno e nutritecnologia stanno rivoluzionando la prevenzione e la cura dei tumori (ed. Vallardi). Come per tutti i suoi libri, il ricavato della vendita va alle sue due fondazioni (in Italia e Usa) che assistono i pazienti e promuovono la consapevolezza di uno stile di vita equilibrato e di sana longevità.

Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned
Photo credit: Courtesy picture - Hearst Owned

«L’attenzione all’alimentazione del paziente oncologico è sempre di più sotto i riflettori perché i cibi possono interferire con le terapie (chemioterapia, immunoterapie…) in senso positivo – potenziandole – o negativo, indebolendole, oltre ad avere effetti generali sull’organismo e quindi sulla qualità della vita (e gli effetti collaterali). Dieta e digiuno rappresentano una terapia integrativa e di supporto, una sorta di jolly».

Secondo Longo, la guerra contro il cancro deve disporre di strumenti più sofisticati del “solo” farmaco, per creare condizioni che rendano le cellule tumorali più vulnerabili alla terapia e le cellule sane più resistenti. «Partendo dai dati, penso che se potessimo rendere le cellule tumorali dieci volte più sensibili e le cellule sane dieci volte più resistenti alla terapia riusciremmo probabilmente a guarire la maggior parte dei tumori».

Nel libro si passano in rassegna una serie di patologie tumorali per le quali già ci sono terapie farmacologiche che funzionano (come la terapia ormonale per il tumore al seno) e come la dieta mima-digiuno, studiata in laboratorio sulle cavie e in alcuni studi clinici su pazienti, permetta di potenziarle o di abbassare le dosi dei farmaci. «Il digiuno, oltre a proteggere le cellule sane, rende le terapie contro i tumori molto più tossiche per il melanoma, il cancro al seno, il tumore alla prostata, al polmone, al colon-retto, il neuroblastoma, la leucemia e altri tipi di cancro. In diversi casi anche solo l’uso di cicli di digiuno o di una dieta che mima il digiuno – un regime alimentare che prevede una settimana a calorie ridotte, da una volta al mese a una volta ogni sei mesi – è altrettanto efficace quanto la chemioterapia, ma effetti terapeutici durevoli vengono raggiunti solo combinando digiuno o diete mima-digiuno e terapie standard sviluppate su specifici tumori».

Photo credit: Getty Images - Hearst Owned
Photo credit: Getty Images - Hearst Owned

Anche in ambito preventivo, l’approccio di Valter Longo non è il semplicistico “questo fa bene, questo fa male”. Certo: da tempo si sa che una dieta ricca di grassi animali, proteine e zuccheri promuove l’obesità, il diabete e i disturbi cardiovascolari, oltre ad aumentare il rischio di tumore e di malattie neurodegenerative.

Photo credit: Hearst Owned
Photo credit: Hearst Owned

«La soluzione c’è: sulla base di centinaia di studi consiste nell’adozione di una “dieta della longevità” e di un appropriato stile di vita, basati, oltre che sulle evidenze scientifiche, su ciò che succede nelle zone del mondo con un alto tasso di centenari». Fortunati che spesso vivono in zone con poco inquinamento e poco stress: per chi non ha vantaggi genetici e ambientali, meglio concentrarsi sull’alimentazione e sul digiuno periodico. Oltre al libro, per chi ha bisogno di informazioni personalizzate, ci sono medici, nutrizionisti ed oncologi della Fondazione Valter Longo Onlus (fondazionevalterlongo.org).

La "dieta della longevità" in 7 punti

1. Mangiate prevalentemente (ma non esclusivamente) vegano: evitate il più possibile gli alimenti di origine animale, con l’aggiunta — due o tre volte alla settimana — di pesce di qualità e con un alto contenuto di omega 3, omega 6 e vitamina B12 (salmone, acciughe, sardine, merluzzo, orata, trota, vongole, gamberi).

2. Non consumate più di 0,8 grammi di proteine per kg di peso corporeo ideale. Fonti: legumi, semi oleaginosi (semi di zucca, sesamo, lino), frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole…), pesce.

3. Riducete al minimo i grassi saturi da fonti animali (carne e formaggio) e vegetali (come l’olio di palma) e gli zuccheri, consumando grassi buoni e carboidrati complessi: cereali integrali, verdure, olio d’oliva (3 cucchiai al giorno) e frutta a guscio (28 grammi al giorno).

4. Se tendete a ingrassare, consumate 2 pasti al giorno: colazione e pranzo o cena, più uno spuntino con meno di 5 grammi di zuccheri e inferiore alle 100 calorie. Se il vostro peso è normale, consumate 3 pasti al giorno più lo spuntino (fino a 10 grammi di zucchero, ma inferiore alle 100 calorie).

5. Digiuno intermittente: limitate tutti i pasti a un arco temporale di 12 ore: per esempio, iniziate dopo le 8 del mattino e finite prima delle 8 di sera. Non mangiate nelle 3-4 ore prima di andare a dormire.

6. Due o tre volte l’anno seguite una dieta mima-digiuno: cinque giorni nei quali l’introito energetico scende da 1000 calorie (giorno uno) a 750 calorie (i seguenti). Gli alimenti sono solo di origine vegetale, apportano carboidrati e pochi grassi insaturi. Un esempio semplificato: 400 g di zucchine, 300 g di cavolo cappuccio, 300 g di carote, 250 g di cipolla, 20 g di olio evo e 20 g di noci.

7. Mantenetevi attivi: interrompete spesso la posizione seduta alzandovi per camminare qualche minuto anche in smart working, allungate il tragitto a piedi per andare al lavoro, salite e scendete le scale, fate giardinaggio… Praticate almeno 150 minuti di attività aerobica moderata a settimana (25 minuti al giorno) o 75 minuti di attività intensa: correre, nuotare, ballare, utilizzare una cyclette. Almeno due volte alla settimana: rinforzate i muscoli con manubri, bilancieri, elastici e fate esercizi di flessibilità (circonduzioni delle braccia, flessioni laterali, rotazioni del capo o del busto, esercizi di stretching...).

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli