La Finlandia è il paese più felice del mondo, ma cosa rende un popolo davvero felice?

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: Image Source - Getty Images
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La Finlandia è ancora il paese più felice del mondo. Per la quarta volta consecutiva. Ma i risultati del World Happiness Report, la ricerca promossa annualmente dal Gallup World Poll, non sembrano trovare riscontro nella percezione che i finlandesi hanno della propria regione. A prevalere è anzi lo stupore di fronte a questo primato, ottenuto sulla base di diversi parametri. Nel questionario, sottoposto a 350.000 cittadini di 95 Paesi al mondo, sono sei le categorie impiegate per valutare il grado di felicità delle diverse nazioni: prodotto interno lordo pro capite, sostegno sociale, aspettativa di vita, libertà di fare scelte di vita, generosità e percezione dei livelli di corruzione.

Photo credit: Marc Romanelli - Getty Images
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Ma cosa rende davvero un popolo felice? Report alla mano possiamo ammettere con serenità che i soldi c'entrano poco. Basta scorrere la classifica per accorgersi che intere regioni dell'Europa orientale sono posizionate relativamente in basso, nonostante i buoni livelli di reddito, viceversa il Sud America, dove i redditi medi sono più bassi, i livelli di felicità tendono ad aumentare. Appurato che soldi e felicità sono un binomio imperfetto, sbirciando tra le domande elaborate dal Gallup World Poll possiamo leggere: "Hai sorriso o riso molto ieri?", "Hai imparato o fatto qualcosa di interessante ieri?". E ancora: "Sei stato trattato con rispetto tutto il giorno ieri?". Mentre altre domande hanno a che fare con la fiducia per cui chi pensa che la polizia o gli estranei siano "molto propensi" a restituire il portafoglio smarrito ha ottenuto, in media, un punteggio di valutazione della vita molto più alto di chi pensa il contrario.

Photo credit: Tiina & Geir - Getty Images
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Rispetto, fiducia, senso civico: sembrano questi i segreti del Paese più felice al mondo, ma i suoi abitanti non paiono esserne consapevoli. Un'incredulità che forse si spiega nella scarsa autostima dei finlandesi, popolo tradizionalmente restio ad attribuirsi meriti. "C'è sicuramente qualcosa nella nostra storia che ci fa avere questo tipo di bassa autostima come nazione, facendosi sentire sempre dei perdenti" ha ammesso Jukka Lindstrom, scrittore e comico finlandese, che ironizza sul primato del suo Paese. "Quattro volte di fila è troppo": il clima qui è "come il giorno peggiore a Londra, ogni giorno". Il punto forte della Finlandia certo non è il tempo, anche se le temperature rigide sono una costante di Paesi come Danimarca, Svizzera, Islanda, Olanda e Norvegia, posizionati nella top six della classifica. A premiare è invece il sistema egualitario che vige nella regione ad alta densità di renne e ghiacci perenni, dove tutti hanno accesso a una buona istruzione e le differenze di reddito e ricchezza sono relativamente piccole. Certo, le cose in Finlandia sono tutt'altro che perfette. Come altre parti del continente, il nazionalismo di estrema destra è in aumento e la disoccupazione è dell'8,1%, superiore al tasso medio di disoccupazione dell'Unione europea pari al 7,5%, ma il sistema scolastico pubblico è tra i migliori al mondo, il college è gratuito, i servizi di assistenza all'infanzia sono accessibili ed esiste un buon sistema sanitario pubblico. Sarà anche per questo che la Finlandia è stato uno dei Paesi europei meno colpiti dalla pandemia, oltre che per l'elevata fiducia dei cittadini nei confronti del governo e la scarsa resistenza a seguire le restrizioni.

Photo credit: Sasha_Suzi - Getty Images
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Solo dopo aver viaggiato in paesi come la Gran Bretagna, il Bhutan, la Costa Rica, il Botswana, la Danimarca e gli Stati Uniti, Heikki Aittokoski, corrispondente per gli affari internazionali presso Helsingin Sanomat, il più grande quotidiano finlandese, ha capito quali aspetti ordinari della vita finlandese che sono alla base del benessere della popolazione avesse dato per scontato. Secondo lui le persone si fidano l'una dell'altra, non a caso ogni mattina si vedono bambini di appena 7 anni camminare da soli con i loro zaini per andare a scuola, senza che si sentano minacciati o in pericolo. "In questo consiste la felicità per i finlandesi" ha detto Aittokoski. Ma cos'è davvero la felicità per i finlandesi? Il concetto è identificato dalla parola "onni", che significa beato, pacifico, tranquillo. Il Paese a basso voltaggio energetico mira insomma a un ideale di vita semplice, sicuro, efficiente, in poche parole facile. Una serenità dell'animo di stampo epicureo che aspira alla quiete e anestetizza il dolore. Magari anche troppo, dato che il Paese resta una delle regioni con il più alto tasso di suicidi al mondo. Forse la felicità è una questione di latitudine.

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