La foto di Emily Ratajkowski che allatta il figlio Sly su Instagram lancia un messaggio importante

Di Monica Monnis
·2 minuto per la lettura

From ELLE

Sotto le ultime due foto di Emily Ratajkowski su Instagram non è più possibile commentare. Ma come? La queen di IG da 27 milioni di followers condivide i suoi primi scatti da mamma, potenzialmente le immagini con più cuori e messaggi del suo feed, e decide di disabilitare la funzione commenti? Cosa succede? A spingere la modella diventata mamma per la prima volta lo scorso 8 marzo a bloccare le interazioni, ovviamente, la cattiveria di orde di haters, incattiviti dalla sua "sfacciataggine" nel postare una sua foto mentre allatta (idiozia che ha colpito anche la neo mamma Chiara Ferragni ndr) e per aver "tradito" le sue parole pre-parto in cui parlava di no-gender riferito al bebè nella sua pancia.

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Non sono bastate le campagne #normalizebreastfeeding. Vedere una donna che allatta in pubblico e/o virtualmente è morbosamente considerato ancora vergognoso e oltraggioso quando non potrebbe esserci niente di più bello, magico e naturale. Ashley Graham è stata più volte presa di mira dagli haters per la sua scelta di mostrare tutto, allattamento compreso, sul suo profilo IG e adesso il testimone è passato alle neomamme Emrata e Chiara Ferragni. Nel caso della mamma di Leo e Vittoria, ieri è intervenuto il marito Fedez, che infastidito da alcuni titoli di giornali e da diverse esternazioni dei leoni da tastiera ha voluto specificare suoi suoi canali social che "ogni donna dovrebbe essere libera di allattare o meno senza sentirsi colpevole o sbagliata in un momento così delicato come la post-gravidanza". E noi quotiamo in pieno. "Trovate un uomo che sia sempre pronto a difendervi come Fedez fa sempre con me", il commenta della Ferry su cui, di nuovo, non possiamo che essere d'accordissimo.

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Tornando a Emrata, a spingere la modella di Blurred Lines a disattivare la funzione commenti, non solo lo scandalo dell'allattamento formato polaroid digitale. Parecchio dura anche la reazione di una fetta di internauti infastidita dalla didascalia "beautiful boy" in contrasto con le dichiarazioni di ottobre in cui annunciava in nome della libertà di definizione dell'identità sessuale, che il sesso del figlio "lo avrebbe rivelato lui/lei a 18 anni". Quel boy riferito a Sylvester Apollo Bear, declinato al maschile, avrebbe ferito la comunità che lotta per la libertà di definizione dell’identità sessuale e chi si era sentito rappresentato dalle sue parole gender fluid. Ultim'ora: sembra che una delle due foto sia stata "sbloccata", almeno fino alle prossima cattiveria.

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