La foto la più bella del weekend (e delle elezioni americane 2020) non è questa che vedete qui

Di Monica Monnis
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Photo credit: Tasos Katopodis - Getty Images
Photo credit: Tasos Katopodis - Getty Images

From ELLE

C'è chi li ha definiti "improduttivi" ergo sacrificabili. Chi ha archiviato gli over 70 nella casellina dei "non indispensabili", come se ci fosse una linea rossa anagrafica (stabilita da chi?) che una volta varcata ti manda direttamente in un girone dantesco creato ad hoc. Per fortuna i fatti smentiscono una tale castroneria, da Sophia Loren pronta a conquistare Netflix a Jane Fonda tra le attiviste più impegnate per il cambiamento climatico e la Regina Elisabetta che dall'alto dei suoi 94 anni continua ad essere punto di riferimento di un Paese intero. E poi c'è un uomo che compie 78 anni il prossimo novembre, e che da una manciata di ore è diventato la persona più potente e influente del mondo. Un ultra 70enne che ha ancora tanto da dire, da fare, da cambiare. Joe Biden è stato eletto Presidente degli Stati Uniti e la sua promessa è di "unificare, ricostruire e guarire" gli Stati Uniti, lo stesso Joe Biden che ha scelto come braccio destro la monumentale Kamala Harris dimostrandosi lungimirante e perspicace e che può contare su una famiglia unita e amorevole. La foto di Joe Biden che abbraccia i nipoti (e si fa abbracciare) subito dopo la notizia della vittoria su Trump è la più bella del weekend (e delle elezioni americane 2020).

Joe Biden ha saputo di essere il nuovo inquilino di 1600 Pennsylvania Avenue dai nipoti (giusto poco prima di chiamare Kamala e regalarci il "We did it Joe" che passerà alla storia). A raccontare il retroscena la CNN, confermato dallo scatto social della nipote Naomi Biden che su twitter ha postato una foto no caption needed del caldo abbraccio del prossimo potus ai suoi nipoti a cui è molto legato (poco dopo aver saputo del trionfo ha cambiato lo status su twitter in "Presidente eletto, marito di Jill Biden, padre e nonno orgoglioso"). In prima fila proprio Naomi, che poco prima aveva postato una foto dei nonni da giovani, ritwittando un messaggio di Jill Biden e la prima foto della nuova first couple con la didascalia, "sarà un presidente per tutte le nostre famiglie".

Una famiglia unita nonostante le difficoltà. Nel 1972, infatti, Joe perde la moglie Neila Hunter e la figlia Naomi che aveva solo 1 anno, in un incidente stradale in cui rimangono feriti anche gli altri due figli, Hunter e Beau. E poi la morte di Beau nel 2015, a soli 46 anni, a causa di un tumore. L'arcobaleno dopo la prima tempesta l'incontro con Jill che nel 1977 diventa sua moglie (nel 1981 nasce la figlia Ashley). I nipoti sono sei di cui quattro attivi particolarmente attivi nell'impegno politico di nonno Joe, come le tre figlie di Hunter e la sua prima moglie Kathleen Buhle, Naomi, studentessa di legge, Finnegan, e Maisy, avvistata tante volte insieme a Biden in viaggi ufficiali, quando lui era vice presidente di Obama e BFF della ex first daughter Sasha Obama.

"Voglio essere un presidente che unifica, che non vede il blu e il rosso, ma gli Stati Uniti. Ho accettato questo incarico per andare a ricostruire la spina dorsale di questo Paese. È venuto il momento di guarire gli Stati Uniti", ha detto Biden nel suo primo discorso da Presidente degli Stati Uniti nella sua Wilmington nel Delaware, "ora è il tempo di riconciliarsi e di guarire le ferite del Paese, dal razzismo sistemico alla pandemia, per lavorare tutti insieme, democratici, repubblicani, indipendenti, progressisti, moderati, conservatori, giovani e vecchi, cittadini metropolitani e delle aree rurali o suburbane, gay, eterosessuali e transgender, bianchi, latinos, asiatici, nativi americani". Improduttivi, dicevano.