La Francia dice addio agli involucri di plastica per frutta e verdura ma in Italia come siamo messi?

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Photo credit: Vasil  Kamalov / EyeEm - Getty Images
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In questi giorni si è diffusa la notizia che da gennaio 2022 il governo francese mette al bando l’utilizzo di involucri di plastica per la vendita della maggior parte di frutta e verdura. Il provvedimento mette in pratica una legge del 2020, promulgata dal governo sulla base delle direttive dell'Unione europea del 2019 in merito alla riduzione della plastica monouso. La Francia non è il solo stato europeo a seguire la via verde, anche la Spagna sta avviando la sua battaglia contro i packaging e la plastica monouso, facendo da apripista.

Negli ultimi anni l’Unione sta affrontando un problema crescente nella gestione dei suoi rifiuti di plastica, principalmente a causa degli imballaggi. Secondo la relazione della Corte dei conti europea del 2020, gli imballaggi rappresentano circa il 60% dei rifiuti di plastica in Europa dove inoltre il 40% della produzione è destinata a imballaggi usa e getta. Davanti a questi numeri preoccupanti, dal 3 luglio scorso è scattato lo stop dell’Unione Europea alla plastica monouso con l'entrata in vigore della Direttiva sulla riduzione di prodotti in plastica, già stabilita dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nel giugno 2019.

Photo credit: Unsplash
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Come si legge sul sito della Commissione Europea, la strategia europea per la plastica ha l'obiettivo di garantire che tutti gli imballaggi in plastica siano riutilizzabili o riciclabili in modo economico entro il 2030. Questo sarà anche un elemento essenziale nella transizione dell'Europa verso un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio "contribuendo in modo tangibile al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 e degli obiettivi dell'accordo di Parigi sul clima".

Ecco quindi che la Francia decide per prima di seguire il percorso tracciato dall'Europa e dal 2022 saranno circa 30 i tipi di frutta e verdura a non poter più essere venduti in imballaggi di plastica. Dall'elenco sono esclusi alcuni tipi di frutta più delicati e la frutta e verdura tagliate, ma anche queste eccezioni verranno gradualmente eliminate entro il 2026, secondo il programma della Francia. Il provvedimento contro il packaging di plastica fa parte di un piano più ampio verso la svolta green che prevede, oltre alla lotta alla plastica monouso, l'attuazione di diversi accorgimenti dal 2022, come: presenza di fontane d'acqua negli spazi pubblici per ridurre l'uso di bottigliette, la spedizione di opuscoli pubblicitari senza imballaggio, lo stop ai giochi di plastica gratuiti nei fast food.

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La Spagna, e più precisamente il ministero per la Transizione ecologica di Teresa Ribera, segue la stessa linea e la messa al bando di imballaggi dovrebbe scattare entro il 2023. Il testo è ancora in preparazione, così come l'elenco degli alimenti che saranno tolti dalla plastica, ma sembra che il decreto in questo caso riguarderà solo la merce di peso inferiore a 1,5 chilogrammi. Anche in Spagna si pensa alla costruzione di fontanelle nei luoghi pubblici e ad altri incentivi come bonus dedicati ai commercianti che offrono alimenti sfusi e acquirenti che portino contenitori riutilizzabili. Uno degli obiettivi del decreto, inoltre, è dimezzare la vendita di bottiglie di plastica entro il 2030.

Se parte dell'Europa viaggia in direzione green, l'Italia rimane indietro. Il 3 luglio 2021, quando l'Italia avrebbe dovuto approvare la direttiva europea contro la plastica monouso, niente si è mosso concretamente, anzi. Tra l'incentivo alla plastica biodegradabile (che è messa al bando dall'Europa) e la legge di delegazione 53 approvata dal Governo, valida quando non è possibile l’uso di alternative per i prodotti destinati a entrare in contatto con cibi (ovvero piatti, posate, cannucce ecc. tutti quelli che più preoccupano per la salute dell'ambiente) sembra che il nostro paese non si sia mosso di un passo. Cosa stiamo aspettando?

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