La Gran Bretagna vuole vietare gli smartphone a scuola (anche durante l'intervallo)

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Photo credit: SolStock - Getty Images
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Lezioni in classe smartphone free. È la proposta del governo inglese per contrastare l'eccessiva esposizione dei ragazzi, fin dalla tenera età, a cellulari, tablet e altri dispositivi elettronici e migliorare le performance scolastiche. A riportare al centro del dibattito politico l'educazione dei ragazzi sono i lunghi mesi di pandemia e chiusura delle scuole che hanno costretto migliaia di studenti a trascorrere molte più ore al giorno, di quanto già non succedesse in periodo pre-pandemia, davanti a pc e telefoni con un conseguente danno per la salute mentale dei ragazzi.

Photo credit: craig fordham - Getty Images
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“I cellulari non sono solo fonte di distrazione il loro uso improprio o eccessivo può infatti arrivare a danneggiare la salute mentale di uno studente. Voglio mettere fine a tutto questo eliminando i cellulari durante le ore scolastiche”. A parlare è il ministro dell'Istruzione Gavin Williamson, deciso a vietare gli smartphone a tutti i ragazzi sotto i 18 anni non solo durante gli orari delle lezioni, ma anche nell'intervallo e a mensa. Una sorta di techno-detox che, secondo alcuni studi citati dal governo di Londra, equivarrebbe all'aggiunta di 5 giorni supplementari all’anno scolastico, andando in un certo senso incontro alle richieste di tutti quei professori e presidi che da un anno a questa parte chiedono misure per recuperare le settimane perdute a causa della pandemia.

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D'altro canto i benefici della legge non consisterebbero solo nel recupero di qualche ora di studio, ma andrebbero a vantaggio del complessivo benessere psicofisico dei ragazzi più giovani. Secondo un rapporto realizzato dall’Istituto di ricerca per l’Educazione e dall’ente di beneficenza fondato dal Principe del Galles per aiutare i giovani vulnerabili, i bambini delle scuole elementari hanno un livello di benessere e autostima molto simile fra loro fino ai quattordici anni. Varcata la soglia critica dell'adolescenza, fiducia e autoaccettazione vengono a mancare, lasciando il posto a insicurezze, paure e depressione che, se associati a un'iper connessione, rappresentano terreno fertile per attacchi di cyberbullismo, inquietanti sfide online e giochi dell'orrore come il Blue Whale. Fenomeni di questo genere vengono denunciati da anni dalle associazioni, ma la minore mobilità e il persistente utilizzo dei social media, a cui anche il lockdown ha contribuito, hanno peggiorato una situazione già critica.

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Nonostante il fine nobile della proposta di legge, tra studenti e professori c'è chi lamenta le possibili conseguenze, anche per la sicurezza degli studenti, che un provvedimento così drastico comporterebbe per le ragazze e i ragazzi che ogni giorno si spostano di chilometri per andare a scuola. Come sempre la virtù sta nel mezzo e per non mettere in pericolo la vita dei ragazzi, in alcuni casi — è il caso di dirlo — sempre più appesa al filo di un telefono, si potrebbe pensare di ricorrere a un sistema di consegna dei cellulari a inizio dell'orario scolastico, che verrebbero tenuti in consegna fino alla fine delle lezioni per poi essere restituiti una volta terminata la giornata.

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