La leggenda de La Gaiola, l'isola maledetta appartenuta ai Getty e agli Agnelli

Di Antonia Matarrese
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Photo credit: lauradibiase - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Un’area marina protetta di circa 42 ettari, che va dal borgo di Marechiaro a Trentaremi, aperta al pubblico quando le condizioni climatiche lo permettono e frequentata da napoletani e non alla ricerca di acque cristalline per fare il bagno. Si tratta del Parco Sommerso di Gaiola al largo di Posillipo. Per molto tempo impraticabile, questo sito ricco di fascino è accompagnato da un’ombra noir. La storia tramanda che proprio qui, nel I secolo a.C., il ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione volle costruire la sua “villa d’otium” che chiamò Pausilypon ovvero “luogo dove cessano gli affanni”. Sembra che amasse le murene, allevate in vasche scavate nel tufo, a cui dava in pasto i suoi schiavi. C’è poi la leggenda legata al sommo poeta Virgilio, appassionato di arti magiche, che qui preparava pozioni.

“La fama sinistra che pervade La Gaiola risale a epoche recenti e coinvolge i Brown, un nobile inglese e sua moglie. Mister Brown si innamorò follemente della cognata e chiese la separazione. Ne scaturì una tragedia: in una notte di vento forte la moglie, dopo una violenta lite con il consorte, prese la seggiovia per fuggire ma non arrivò mai a terra. Qualche tempo dopo anche lui rimase vittima del medesimo incidente e, quando il cadavere fu recuperato, trovarono anche il corpo dell’amatissimo gatto. Da allora, chiunque dimori nella “Villa degli Spiriti”, è preda della cattiva sorte e dell’ombra del gatto”, racconta Anna Maria Ghedina, napoletana di adozione e una delle massime esperte di fantasmi, autrice del libro Guida ai fantasmi d’Italia. Dove cercarli e trovarli (ed. Odoya).

Ma si narra pure di una donna senza volto la cui apparizione coincide con il fragore del mare in tempesta: i pescatori dicono si tratti della vittima di un naufragio risalente al 1911, quello della nave San Giorgio. “Tra i molti proprietari della villa che si sono avvicendati nel Novecento, dall’avvocato Gianni Agnelli a Paul Getty fino a Pasquale Grappone, fondatore della Lloyd Centauro, finito in galera per debiti, tutti hanno subito lutti, incidenti, perdite di denaro, rovesci di fortuna”, chiosa Ghedina.