La lettera di Giuliano Sangiorgi per la figlia Stella è una canzone dei Negramaro fatta e finita

Di Monica Monnis
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Roberto Serra - Iguana Press - Getty Images
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From ELLE

C'è Teresa (Cherubini) che compie gli anni il 13 dicembre e non serve l'alert di facebook per ricordarlo al mondo (sì, la stessa per cui "il sole brucia a luglio" e "il mare sa di sale"), poi Giovanni (Baglioni) che chissà se poi se l'è agguantato "il tempo per andare lontano", ma anche Carlotta (Concato) "nata dove c'è sempre il sole" su quello "scoglio di maggio in cui è nato un fiore" e Jolanda (Renga) protetta da un Angelo davvero speciale. Essere un figlio di può essere difficile e un'arma a doppio taglio, ma vuoi mettere avere una canzone tutta tua da ascoltare in loop nel momento del bisogno (e dei primi attacchi degli haters)? Anche se papà Giuliano Sangiorgi ha pensato alla sua Stella quando ha accettato di farsi inghiottire dal mondo fatato di Elsa e Olaf partecipando alla colonna sonora di Frozen 2, una super hit per la piccola nata il 3 novembre 2018 ancora non è pervenuta. In realtà il testo della ballata potrebbe essere già pronto. La lettera dolcissima scritta dal leader dei Negramaro alla figlia è una canzone fatta e finita (che non vediamo l'ora di ascoltare).

“Questa è la vita che non avrei mai immaginato potesse esistere per me, per noi. Altro che musica, altro che successi, altro che America, altro che altro. Tu ci basti ed esplodi dentro come una supernova, basta solo che sorridi e scopriamo nuove galassie", aveva scritto papà Giuliano giusto un anno fa per il primo compleanno della figlia Stella, una poesia che all'epoca aveva innalzato l'aspettativa alle stelle sul livello di dolcezza consentito in un post su Instagram. 365 giorni dopo possiamo confermare che, per fortuna, per l'amore sui social non c'è limite, e che Stella è una bimba tanto tanto fortunata (proprio come mamma Ilaria Macchia). Con due post lunghissimi, il leader dei Negramaro ha festeggiato il secondo compleanno della piccola rinnovandole amore incondizionato e protezione eterna. Il racconto splendido delle ore prima della nascita, di un papà “goffo e stordito”, di “un altro uomo” spaventato dall'idea di assistere al parto e attanagliato dalla "paura di non essere all'altezza di una meraviglia così grande".

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1/2 Buon compleanno amore mio! Sono passati due anni da quella notte di stelle in cui sei arrivata tu nelle nostre vite. Mi piacerebbe raccontarti tutto di quelle ore che hanno preceduto la tua nascita. Avessi visto come papà tuo era goffo e stordito. Non ci capivo molto, ma cercavo di restare concentrato, di essere presente con il corpo e con l’anima per essere d’aiuto, minimamente, a mamma Ilaria, che era ormai pronta ad accompagnarti all’ingresso di questo pianeta. Avevo promesso a me stesso che ti avrei aspettato fuori dalla sala parto. Ero un altro uomo. Avevo paura di assistere al parto. Temevo che sarei svenuto alla vista “crudele” di una nascita. Te l’ho detto: ero un altro uomo. Nonna Milla mi diceva che ero troppo spaventato, che dovevo calmarmi, che sarebbe stato tutto meraviglioso, che sarebbe andato tutto bene. Tutti raccontano di quanto sia bello e incredibile diventare padre. Nessuno ti dice, però, nulla sulle sue paure, preoccupazioni, dubbi o incertezze che possono arrivare con l’avvento della buona novella. E’ tutto nuovo ed è normale che sia questa una delle possibili reazioni umane. Avevo paura di non essere all’altezza di una meraviglia così grande. Ero un altro uomo, sì, ma in quella notte qualcosa è cambiato. Ero calmo e sentivo una strana serenità, in fondo alle viscere dell’anima, fino agli angoli più nascosti. Più ti avvicinavi più sentivo che le mie mani non tremavano più. Certo, rimanevo ancora goffo a gestire le mani di tua madre, che intanto si dava un gran da fare per farti atterrare nel migliore dei modi. Ma quello che un tempo mi avrebbe fatto scappare lontano, una sala operatoria vera e non da film, le urla di mamma vere e non da romanzo, la vista del sangue vivo, degli strumenti operatori, veri anche quelli e non da giocatoli per bambini, negli attimi che ti hanno preceduto, non avevano alcun peso su di me. C’era qualcosa di magico in tutto quello che stava succedendo. Nonna adesso non mi riconosceva più. Ero diventato “un altro uomo”. Ti stavo aspettando e solo quando sono stato in grado di assistere ad ogni fase del parto, quando sei venuta al mondo e hai aperto gli occhi grandi e mi hai guardato...

A post shared by Giuliano Sangiorgi (@giulianosangiorgi_official) on Nov 2, 2020 at 3:08pm PST

"Ero un altro uomo, sì, ma in quella notte qualcosa è cambiato. Ero calmo e sentivo una strana serenità, in fondo alle viscere dell’anima, fino agli angoli più nascosti. Più ti avvicinavi più sentivo che le mie mani non tremavano più", scrive Giuliano regalandoci un racconto cadenzato e profondo di un momento "magico" proprio come le sue canzoni più belle. Il cambiamento più grande della sua vita ("Nonna adesso non mi riconosceva più. Ero diventato "un altro uomo") e un primo intreccio di sguardi indimenticabile e di una forza primordiale esploso dopo la prima ninna nanna in ospedale ("Quando hai smesso di piangere, guardandomi dritto negli occhi ora spalancati come se fossero stati sempre lì, davanti a me, allora, solo allora ho capito: sono un altro uomo, pronto a tutto per amarti").

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2/2 ...sdraiata finalmente fuori dalla pancia di tua madre, sul suo petto, quando ti hanno messo tra le mie braccia con un “papà tocca a te, devi lavare tua figlia!”, quando tutti alle mie spalle, medici e infermieri, mi hanno chiesto di cantarti una canzone e io l’ho fatto (avrei potuto esaudire qualsiasi richiesta in quel momento, tanto era tutto magico, tanto eri tu meraviglia…), quando hai smesso di piangere, guardandomi dritto negli occhi ora spalancati come se fossero stati sempre lì, davanti a me, allora, solo allora ho capito: sono un altro uomo, pronto a tutto per amarti. E ho capito che sei stata tu a farmi capire. In quello sguardo rassicurante, mi hai detto una cosa importantissima che mi ha fatto cambiare ogni percezione del mondo esterno: mi hai detto che non dovevo preoccuparmi, che non avevo poi tutta questa responsabilità su di te se non quella di amarti semplicemente, senza freni e senza limiti, perché quello era il giorno in cui una nuova vita era nata e non solo una figlia di questo o quell’atro uomo. Ho capito che amarti è una cosa leggera e profonda, come non ci si riesce proprio a spiegare. Ho capito che tu non sei solo mia figlia, ma sei Stella, una creatura incantevole, speciale, con la sua vita, tutta e solo sua, con il suo binario da seguire, con i suoi sogni, le sue speranze, i suoi desideri. Io sarò sempre tuo padre, anche quando non ci sarò e la tua vita dipenderà solo da te, amore mio, e questo è bellissimo perché arriverà per te il momento in cui tu sarai “un’altra donna” e sarai felice di avermi incontrato nella tua vita e allora, in quel momento, sarò un sorriso sulla tua bocca e questo voglio essere per te, il sorriso tuo più grande, niente più… Buon compleanno Stella, Amore mio! @i.lariamacchia

A post shared by Giuliano Sangiorgi (@giulianosangiorgi_official) on Nov 2, 2020 at 3:09pm PST

"Ho capito che amarti è una cosa leggera e profonda, come non ci si riesce proprio a spiegare. Ho capito che tu non sei solo mia figlia, ma sei Stella, una creatura incantevole, speciale, con la sua vita, tutta e solo sua, con il suo binario da seguire, con i suoi sogni, le sue speranze, i suoi desideri", conclude ricordandoci quanto ci sappia fare con le parole e portandoci a cercare i fazzoletti sul fondo della forza, "io sarò sempre tuo padre, anche quando non ci sarò e la tua vita dipenderà solo da te, amore mio, e questo è bellissimo perché arriverà per te il momento in cui tu sarai 'un’altra donna' e sarai felice di avermi incontrato nella tua vita e allora, in quel momento, sarò un sorriso sulla tua bocca e questo voglio essere per te, il sorriso tuo più grande, niente più". Meraviglioso.

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Siamo in tre.

A post shared by @ i.lariamacchia on Aug 18, 2020 at 3:57am PDT