La 'light therapy' di Dolce&Gabbana riaccende la festa

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Un inno alla moda e alla festa. Ma soprattutto alla vita, alla famiglia e all'Italia. Tutto brilla e tutto riflette la luce da Dolce&Gabbana, che per la spring-summer 2022 dedicata all'uomo sono partiti dalla luce per dare un messaggio di spensieratezza e allegria, dopo un anno e mezzo di pandemia. "La collezione è ispirata alla luce - spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana - in uscita da questo tormentone volevamo dare un messaggio di allegria, di spensieratezza. Vogliamo celebrare la vita e il desiderio di andare avanti. La collezione è un inno alla festa e tornare a sfilare è stata una festa". I due stilisti sono tornati a sfilare in presenza, rispettando rigorosamente le regole anti Covid e omaggiando gli ospiti con una mascherina in tessuto.

95 i look della collezione andata in scena al teatro Metropol, sede abituale delle sfilate del suo creativo, e intitolata 'Light Therapy', dove a farla da padrone è stata la luce delle luminarie tipiche delle feste di paese, care agli stilisti, in un fantastico spettacolo colorato di archi e luce, che hanno fatto da cornice alla parata di modelli. Quattro look hanno omaggiato l'Italia, con un inno al tricolore in uno spettacolo intenso, con le mille luci a incarnare gioia e folclore. Un invito alla positività e al rinato desiderio di festa.

"Le sfilate digitali sono state una sofferenza - rimarcano i due stilisti - La moda è emozione, condivisione. Quello che rimarrà del Covid è quell'isolamento che porta alla depressione e messaggio di oggi è aprirsi alla vita". In pedana, le mille luci delle luminarie si traducono in ricami di pietre colorate, incrostate ovunque: sui jeans, sugli abiti da sere, sulle giacche e sul denim destroyed, portate al collo o a fare capolino sui cappelli e sulle scarpe. Un inno alla ricchezza, ma anche un interessante dialogo tra gli anni 2000 e la tradizione continua con la rielaborazione del Nero Sicilia che incontra la contemporaneità e le nuove generazioni.

"Mentre creavamo ci siamo detti che la collezione ricordava molto un'altra collezione realizzata nel 2000 - sottolineano ancora gli stilisti - quando avevamo fatto qualcosa di diverso dal minimalismo che si vedeva allora. Fu massimalista ed ebbe grande successo". Ad alternarsi sui capi placcature, finishing speciali, trattamenti destroyed caratterizzati da ricami. E ancora, i taping colorati, che diventano tessuti, riassumono il concetto colore/luce presente nelle luminarie. Le camicie si portano aperte "ma non sono da playboy" avvertono Dolce&Gabbana, mentre sulle t-shirt campeggiano le scritte: '2000 fashion moment', 'Made in Italy' e 'orgogliosamente italiano'.

"Nel 2000 Beckham era il pioniere dell'uomo bello e sportivo, dell’edonismo maschile - ricordano gli stilisti -. Oggi guardate la Nazionale di calcio italiana: sono giovani belli e aitanti". A dettare il ritmo dello show, sulle note di Black Legend, broccati, gessati, il pizzo cordonetto e il satin con effetti di hand painting e dripping, proposti su un tessuto paillettes. Tocchi animalier pennellati sugli abiti completano i look. (di Federica Mochi)

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