La misteriosa storia degli orologi Breguet di Maria Antonietta

Di Ilenia Carlesimo
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Photo credit: Heritage Images - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Quando era prigioniera nella Tour du Temple, per lei il tempo non doveva scorrere così serenamente. Eppure, mentre era lì con il marito Luigi XVI, re di Francia dal 1774 al 1792, Maria Antonietta espresse il desiderio di avere un oggetto che in realtà il passare delle ore lo segna inesorabilmente. Voleva, e ottenne, “un semplice orologio Breguet”: un modello del suo orologiaio di fiducia, quello che aveva sempre consigliato alle personalità più influenti del regno e ai suoi ospiti più illustri.

Amante del lusso e fedele cliente dell'atelier di Abraham-Louis Breguet fino alla tragica fine, la regina Maria Antonietta possedeva infatti numerosi esemplari realizzati dalla maison, che di certo intorno al 1780 non poteva sperare in una sostenitrice migliore presso la corte di Francia. Negli anni che seguirono, quel “semplice orologio” avuto in prigione prima della sua morte divenne una preziosa reliquia e fu incluso nella collezione di Sir David Salomons insieme a un altro modello Breguet profondamente legato alla sua figura. Si tratta del celebre orologio n. 160, meglio conosciuto come “Marie-Antoinette”: un orologio da tasca che in realtà la regina non vide mai. Commissionato nel 1783 da un misterioso ammiratore che voleva regalarlo alla sovrana, l'orologio doveva includere tutte le complicazioni, le funzioni e i ritrovati noti a quell’epoca e, per quanto possibile, sostituire con l'oro tutti gli altri metalli. Insomma, doveva essere spettacolare. E a qualunque costo, tanto che la commissione non prevedeva alcun limite di prezzo o di tempo.

Photo credit: David Silverman - Getty Images
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Breguet, che era già fornitore della Corte, aveva carta bianca. E non deluse minimamente le aspettative iniziali. Peccato, però, che la regina non poté mai ammirare questo capolavoro. L'orologio n. 160, chiamato Marie-Antoinette in suo onore, fu infatti completato quasi cinquant'anni dopo; precisamente nel 1827, cioè 34 anni dopo la scomparsa della donna, avvenuta alla ghigliottina il 16 ottobre 1793, e quattro anni dopo la morte di Abraham-Louis Breguet. Un capolavoro indiscusso dell’orologeria, diventato vero e proprio oggetto di culto per la sua estrema complessità, che per oltre due secoli ha affascinato collezionisti e appassionati anche per il suo destino denso di mistero. Rubato nel 1983 da un museo di Gerusalemme, il celebre Marie-Antoinette con la firma di Breguet e il numero di serie 160 è stato infatti ritrovato soltanto nel 2007, un anno prima della presentazione del suo erede.

Photo credit: Courtesy
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Nel 2008, dopo quattro anni di ricerche e lavori, Breguet ha presentato infatti la riproduzione di quell’eccezionale modello da tasca: il nuovo Marie-Antoinette, un orologio perpetuo con ripetizione che suona a richiesta le ore, i quarti d’ora e i minuti e ha un gran numero di complicazioni, che gli orologiai della manifattura hanno creato basandosi unicamente su documenti, disegni e descrizioni d'archivio. E che condivide con l'originale anche una buona dose di fascino. A proteggere l'orologio, presentato con il numero di serie 1160 e considerato tra gli esemplari più complicati al mondo, c'è uno scrigno intagliato nel legno di una quercia di Versailles. Non una qualsiasi, ma quella sotto la quale Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena amava riposare.