La moda è green se (anche) i tessuti sono ecosostenibili, e queste fibre naturali sono la svolta

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Photo credit: Janine Mclaren / EyeEm - Getty Images
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Alzi la mano chi controlla sempre - sottolineamo, sempre - l'etichetta dei propri capi. Se siamo più della metà, ci riterremo (un filino) soddisfatte. La sfida della moda green oggi è ancora tutta in fase di sperimentazione, specialmente in fatto di tessuti ecosostenibili: a ricordarcelo è uno studio di wwd.com, che ribadisce quanto oggi basti cercare (semplicemente!) in natura per trovare nuove alternative. Queste fibre sostenibili siamo andate a cercarle davvero per darvi pratiche concrete, e ne abbiamo trovate di esemplari: oltre alla conosciutissima pelle di funghi, in Italia esiste chi produce fibra di latte (scaduto, per evitare sprechi) e tessuti che derivano dalle arance. Sempre e solo seguendo i valori resposansabili del Made in Italy.

La moda sostenibile, etica e green non è una novità, ma può esserlo agli occhi del consumismo e di chi ha sempre fatto uso di fast fashion. Possiamo fare ammenda, però. Possiamo impegnarci con nuove abitudini (tipo, controllare la composizione dei capi sull'apposita etichetta) per rendere il mondo un posto migliore e lo shopping un'esperienza più responsabile. D'altronde, di cosa ci si vestiva quando un tempo non esistevano ancora la plastica e tutte le fibre sintetiche che volente o nolente puntualmente indossiamo? "Di biomateriali, come la stessa pelle di funghi, se ne parla già da mille anni e incoraggiano il mio lavoro e quello di tanti altri esperti", ha dichiarato a wwd.com il professor Theanne Schiros del Fashion Institute of Expertise. La fonte conferma: "I tessuti con fibre naturali non sono una novità". Ciò che è nuovo - consentiteci - è però l'approccio (come la stessa nobilissima morale etica) con cui numerose startup hanno iniziato a ricercare e sperimentare nuove fibre guardando a ciò che Madre Natura ha da offrire.

Photo credit: Jhemdy  Arong / EyeEm - Getty Images
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Tessuti ecosostenibili: la fibra di latte (scaduto)

Premessa: "scaduto" ha un'accezione positiva, non negativa. Ogni anno, solo in Italia si sprecano 30 milioni di tonnellate di latte scaduto. A raccontarlo è Antonella Bellina, fondatrice di Duedilatte, in un webinar sulla sostenibilità ambientale organizzato da chiczone.it. Questa realtà italiana con diritto di nomina è stata fondata nel 2013, e realizza filati e tessuti innovativi qui in Italia partendo dagli amminoacidi proteici derivati dalla caseina estratta dal latte. A rendere questo tessuto ecosostenibile ancor più sorprendente sono le sue stesse caratteristiche: "Il filato di latte è naturalmente antibatterico, termoregolatore e conferisce al tessuto caratteristiche di estrema morbidezza e setosità che sono una vera coccola per la pelle", spiega Antonella.

Photo credit: wilatlak villette - Getty Images
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Tessuti ecosostenibili: la fibra di agrumi

Sempre in Italia, in Sicilia, esiste l'azienda Orange Fiber co-fondata nel 2014 da Adriana Santanocito ed Enrica Arena: questa realtà si distingue nel settore della moda green per aver messo a punto il primo tessuto sostenibile a partire dagli agrumi. Come rivela Orange Fiber, i dati aggiornati dimostrano che ogni anno - solo in Italia! - si producono circa 1 milione di tonnellate di pastazzo, "un sottoprodotto ingombrante che rappresenta un grosso problema per l’intera filiera agrumicola a causa dei suoi elevati costi per le industrie di succhi e per l’ambiente". Così, ottimizzando lo sfruttamento di un prodotto che altrimenti andrebbe smaltito, Orange Fiber realizza un tessuto setoso e impalpabile, innovativo eppur fedele alle logiche del Made in Italy. In pratica, una fibra proveniente nient'altro che dagli agrumi. Madre Natura, d'altronde, aveva pensato a tutto sin dal giorno #1: iniziamo a controllare le composizioni sulle etichette?