La moglie di Giorgio Faletti: "Nei mesi prima di morire aveva il terrore che dimenticassero il suo lavoro"

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“Nei mesi prima di morire aveva paura che si dimenticassero del suo lavoro. Perciò, in maniera quasi ossessiva porto avanti i suoi progetti, anche se tocco le sue cose e ho sempre dentro un dolore”. A parlare è Roberta Bellesini, vedova di Giorgio Faletti. Ospite di Vieni da Me di Caterina Balivo, Bellesini ha raccontato in una lunga intervista aneddoti della vita privata e professionale del marito. Che nelle ultime settimane prima della morte “aveva il terrore che ciò che aveva scritto andasse perso”.

Roberta e Giorgio vissero insieme per quattordici anni: “Ci conoscemmo a casa di amici durante una partita di calcio, la finale degli Europei del 2000. Sapevo chi era, mi piaceva anche quello che faceva in tv. I suoi personaggi avevano un umorismo che non erano volgari ma raccontavano la vita piemontese”.

Meno di due anni dopo, Faletti pubblicò il suo più importante libro, Io Uccido: “Lo scrisse in circa tre mesi. Una volta avuta la storia in testa ci mise poco a scriverlo. Quella cattiveria che poi misero in giro, che lo accusavano che qualcuno gli aveva scritto il libro, lo fece soffrire”.

Una volta completata la fatica, lo scrittore accusò un malore: “Il giorno dell’uscita del libro fu colpito da un ictus. Aveva la presentazione a Milano ma fu costretto in ospedale per due mesi. I medici mi dissero che l’unico farmaco che poteva aiutarlo era ancora in fase sperimentale e io mi presi la responsabilità. Andò bene”. Poco dopo il matrimonio: “Me lo chiese in ospedale”.

Nel 2014 la malattia che se lo portò via in pochi mesi, affrontata dalla coppia con grandissima forza d’animo: “L’ultimo mese, diceva: vabbé, a un altro sarebbero servite tre vite per avere le mie soddisfazioni”.

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