La NASA ha scoperto una luce inspiegabile nell'Universo

Di Redazione
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Photo credit: Jay's photo - Getty Images
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From Esquire

Su almeno una cosa scienza e fantascienza sembrano andare d'accordo: lo Spazio è un posto decisamente freddo e buio, e quindi inospitale (anche la mancanza di ossigeno è un buon motivo per non farci una scampagnata, a dire il vero). Che sia freddo non ci piove (ah ah) ma siamo davvero sicuri che sia completamente buio?

La missione New Horizons della NASA ha deciso di dare una risposta a questo quesito scientifico ma se vogliamo anche esistenziale, grazie a una navicella spaziale che ha superato il pianeta nano Plutone.

New Horizons è servito in origine per esplorare appunto Plutone, ma dopo aver superato oltre il pianeta nano nel 2015 l'intrepida astronave non ha smesso di funzionare e inviare dati agli studiosi. Ora è a più di 7 miliardi di miglia da casa, quasi 50 volte più lontano dal Sole di quanto lo sia la Terra.

Photo credit: heibaihui - Getty Images
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Ai fini della nostra ricerca questo è importantissimo, perché significa che la navicella è lontana dalle principali fonti di contaminazione della luce, che rendono impossibile rilevare da qui i minimi segnali luminosi che possono trovarsi nell'Universo. Intorno alla Terra e nel sistema solare interno, ad esempio, lo Spazio è pieno di particelle pulviscolari che vengono illuminate dal sole, creando un bagliore diffuso.

Per cercare luce nell'Universo, i ricercatori hanno esaminato le immagini scattate dal telescopio e dalla fotocamera della sonda, selezionando se vogliamo quelle più "noiose", le inquadrature di porzioni di cielo più vuote possibile. Quindi le hanno elaborate al computer per rimuovere tutte le fonti conosciute di luce: la luce dalle stelle, quella della Via Lattea e qualsiasi luce vagante o potenzialmente imputabile a effetti distorsivi della fotocamera: è rimasta quindi solo la luce che entrava da oltre la nostra galassia. A quel punto hanno sottratto anche tutta la luce che poteva in qualche modo provenire da galassie conosciute o presunte. E hanno scoperto che, a quel punto, c'era ancora molta luce inspiegabile.

Addirittura, la quantità di luce proveniente da sorgenti misteriose era quasi equivalente a quella rimossa, proveniente dalle galassie conosciute. Quindi là fuori ci sono intere galassie sconosciute, o qualche altra fonte di luce ancora più misteriosa.