La notizia scaldacuore di oggi è un inno di libertà: è tornata l'Aquila Anatraia nei cieli d'Italia

Di Redazione Digital
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Photo credit: Morten Falch Sortland - Getty Images
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From ELLE

Il Gruppo Insubrico di Ornitologia ci dà la buona notizia della settimana: l'Aquila Anatraia è tornata nei cieli di Varese. Un simbolo di speranza e nuova vita, questo esemplare è abbastanza raro in Italia e non se ne avvistava uno in zona addirittura dal 1946. Il rapace è originario dell'Est Europa e dell'Asia (nidifica infatti tra Estonia, Russia, India e Cina) e durante le migrazioni spinge i suoi voli in una vasta zona che comprende l'Europa Centrale e orientale, il Nord Africa e il Medio Oriente. La sua aura di libertà e coraggio la segue dall'Oriente e si sparge fin all'Italia, dove tra l'altro è visibile anche in regioni come Sardegna e Veneto. Tuttavia è considerata come specie vulnerabile e perciò inserita nella IUCN Red List dall'Unione internazionale per la conservazione della natura.

Il motivo principale dell'assenza dell'Aquila Anatraia Maggiore dai cieli del nord Italia sono le modificazioni ambientali dovute alla bonifica delle zone di riproduzione e dei nidi, tendenza che potrebbe essere invertita grazie all’istituzione di riserve naturali per proteggere le coppie. Per questo motivo l'avvistamento dell'Aquila Anatraia tra Varese e Malpensa è tanto speciale e porta un messaggio ben preciso: c'è speranza per la natura. L'esemplare è stato individuato la prima volta mentre volava nel cielo di Varese inseguita da alcune cornacchie grigie, in fuga verso Sud.

Seminati gli uccelli nemici, l'aquila si è riposata alcuni minuti in un boschetto di robinie per poi alzarsi in volo scomparendo tra gli alberi. L'ultima volta è stata vista ancora nei pressi dell'Aeroporto di Malpensa. Fotografata prontamente e poi individuata per specie dal Gruppo Insubrico di Ornitologia, l'Aquila Anatraia è stata riconosciuta come lo stesso individuo grazie ad una tenerissima particolarità: una penna corta, in parte danneggiata, alla fine dell'ala sinistra. Quello che si augurano gli ornitologi, e anche noi, è di rivedere presto questo esemplare nei cieli del Nord Italia, magari in dolce compagnia, per ripopolare i nostri cieli di coraggio e libertà piumati.