La nuova mostra di Nairy Baghramian è un elogio all'imperfezione (in tutta la sua bellezza)

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Photo credit: Nairy Baghramian
Photo credit: Nairy Baghramian

L'arte di Nairy Baghramian è un insolito viaggio tra architettura, oggetto e corpo umano. Le sue sculture riflettono non solo sul potenziale politico della forma scultorea, ma affermano anche l'importanza della fisicità della materia stessa con cui è fatta l'opera, la sua specificità e funzionalità. Iraniana, classe 1971, Nairy Baghramian oggi vive e lavora a Berlino, dal 1984 la sua città di adozione. La sua scultura è una creatura ibrida, dalle forme meccaniche e antropomorfe, difficile da riconoscere nelle sue suggestioni. L'effetto che producono le sue opere è quasi sempre di straniamento: cosa stiamo vedendo, esattamente? Brandelli di corpi umani, forme che richiamano l'estetica femminista, protuberanze e cavità misteriose? Forse non ci è dato saperlo, possiamo solo guardarle e farne esperienza, da spettatori. La mostra Misfits, in scena alla GAM di Milano fino al 26 settembre, è il nuovo progetto espositivo del ciclo Furla Series, il programma di mostre a cura di Bruna Roccasalva promosso da Fondazione Furla e realizzato in collaborazione con i più importanti musei italiani. Il progetto si presenta come una "sintesi" degli elementi principali della poetica dell'artista: la riflessione del concetto di confine tra interno ed esterno, così come l'analisi del rapporto che lega l'oggetto alla cornice che lo ospita e l'imperfezione della scultura.

Photo credit: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla
Photo credit: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla

Ogni opera d'arte, secondo l'artista, è legata al tempo, al luogo e al tessuto politico-sociale in cui è inserita: in questo caso, ci troviamo nel bellissimo giardino all'inglese che ospita la Galleria d'arte moderna di Milano, un giardino ottocentesco che ha una particolarità: i bambini possono accedere solo se accompagnati dagli adulti. Una limitazione che in qualche modo rende speciale questo romantico angolo di verde in città. E infatti, è proprio questa la suggestione che suscita il progetto: le sculture infatti rimandano a un universo infantile e ludico, ma al tempo stesso non possono essere accessibili. Come un "gioco proibito", le opere, tutte di grandi dimensioni, occupano gli spazi interni ed esterni del museo, gioiello cittadino dalle pareti dai colori pastello impreziosite da candidi stucchi neoclassici. Le sculture di Nairy Baghramian sono realizzate in materiali differenti - alluminio dipinto e legno per le sculture collocate all'interno, marmo per quelle poste all'esterno - e dialogano con gli spazi dell'istituzione milanese. Come pezzi di giocattoli, evocano forme geometriche che dovrebbero incastrarsi, ma non sempre lo fanno. Fin da bambini infatti, ci insegnano a mettere insieme pezzi che devono combaciare alla perfezione per funzionare; quando questo non accade ci sentiamo frustrati, incapaci, obbligati a trovare altre soluzioni fino ad arrivare a quella giusta. Nairy Baghramian invece crea forme che non si incastrano alla perfezione, anzi: c'è sempre un errore, un pezzo che non dovrebbe stare lì ma andrebbe messo da un'altra parte.

Photo credit: Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla
Photo credit: Photo: Nick Ash. Courtesy Fondazione Furla

Spesso invece, la bellezza sta proprio nell'imperfezione a cui noi diamo vita, creando inedite possibilità. Misfits è proprio questo: una sensazione di disagio, la paura di non stare al posto giusto, di guastare un'immagine di bellezza ed equilibrio. Come nella fotografia Jumbled Alphabet, in cui la protagonista è proprio una bambina, ritratta di profilo, con uno sguardo corrucciato. Un richiamo al mondo dell'infanzia, che vorremmo sempre come un'età felice e appagata, ma che al contrario è una fase nella vita in cui domina un senso di frustrazione e di inadeguatezza. L'artista ci invita a esplorare questo aspetto, a familiarizzare con le imperfezioni. Certo, potremmo prendere questi pezzi e, con le competenze cognitive di un adulto, rimetterli al loro posto realizzando incastri perfetti. Il gioco, però, finirebbe troppo presto.

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