La nuova serie ideata e scritta da Stephen King è un'esperienza sensoriale ma (c'è un ma)

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Photo credit: Apple Tv Plus
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Consiglio: prima di iniziare questa serie assicuratevi di essere nel pieno delle vostre facoltà, riposati e lucidi. La Storia di Lisey, nuova serie tv disponibile su Apple Tv Plus, ideata e scritta da Stephen King, potrebbe mettere in difficoltà persino David Lynch perciò pubblico avvisato, mezzo salvato!

Julianne Moore è Lisey Landon, la vedova di un famoso scrittore interpretato da Clive Owen che le ha lasciato alcuni indizi sparsi per trovare un tesoro. Anche se sono passati due anni dalla morte del marito, Lisey è ancora molto scossa e continui flashback ricostruiscono il suo passato e le tappe fondamentali della sua vita e del suo matrimonio, fino alla tragedia.

La famiglia non è di supporto, anzi, è una ulteriore responsabilità e fonte di ansia e tensione. La sorella Amanda è autolesionista e Lisey, insieme all’altra sorella Darla, con cui i rapporti non sono del tutto idilliaci, deve prendersene cura. Intanto un inquietante fan dello scrittore scomparso, interpretato da Dane DeHaan, sembra avercela con Lisey in modo particolare e si aggira per la cittadina come una presenza alquanto oscura e sinistra.

Photo credit: Apple Tv Plus
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La Storia di Lisey è l’adattamento televisivo di un romanzo di King del 2006, ma è la prima volta che l’autore cult horror firma l’intera sceneggiatura di un prodotto per il piccolo schermo. J.J. Abrams e Julianne Moore sono i produttori esecutivi. Sicuramente quello che colpisce fin da subito di questa serie è l’estetica straordinaria che regala inquadrature con il carattere e la potenza visiva di un’opera d’arte.

Spesso sentirete l’esigenza di mettere in pausa l’episodio per gustare pienamente l’immagine impressa sullo schermo. Da una dimora storica costruita nel 18° secolo nel New Jersey alla vegetazione immersa nei colori autunnali della cittadina di Tuckahoe nello Stato di New York le location dove si muovono prevalentemente i personaggi contribuiscono a un gusto pittorico vibrante e suggestivo in molte scene.

Si resta quasi ipnotizzati dal gioco di colori, nebbia, fumo, umidità e pioggia che fa quasi dimenticare di seguire la trama, che è già un po’ difficile da tenere sotto controllo. Infatti La Storia di Lisey segue una sceneggiatura abbastanza criptica e intricata, che passa continuamente da un filone temporale all’altro e confonde il pubblico con connessioni, confessioni e segreti tra i vari personaggi coinvolti.

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Il romanzo è nato da un’esperienza diretta di King che ha passato molto tempo in ospedale nel 1999 in seguito a un incidente stradale in cui è stato investito da un camion e, tornato a casa, si è reso conto che la moglie aveva riorganizzato il suo studio e messo via le sue carte in delle scatole, come se fosse già morto. Per questo l’autore considera La Storia di Lisey uno dei suoi libri più personali e preziosi.

Indubbio lo strato emotivo della serie che analizza la rabbia, il dolore, il sentimento della perdita, l'amore, in modo viscerale. Si tratta di una serie onirica e visionaria, da analizzare nel dettaglio e con molta attenzione. Sorprendono alcune scene particolarmente violente che fanno rientrare la serie nel genere di horror psicologico, invitando a una danza di suggestioni soprannaturali, falsi ricordi, mostri, ricordi veri, allucinazioni.

La regia di Pablo Larrain si percepisce fin dal primo episodio. Egli propone allo spettatore un'esperienza sensoriale nello stile del suo precedente film EMA, e sceglie sempre quella narrazione dal ritmo lento e riflessivo che non tutti amano. Se siete tipi che accettano le sfide vi consigliamo di vedere La Storia di Lisey e condividere interpretazioni e tesi personali con amici e parenti.

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