La parola dell'anno 2020 non poteva essere altro che questa

Di Redazione Digital
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Photo credit: YAMIL LAGE - Getty Images
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Lockdown è la parola dell’anno 2020. C’erano pochi dubbi, ma ora è arrivata anche la notizia ufficiale dell'elezione di Lockdown come Collins Word of the Year 2020, definendolo “uno stato di stasi nazionale, dove quasi tutto ciò che costituisce la normale vita pubblica è sospeso”.

“I nostri lessicografi hanno scelto ‘lockdown’ come Parola dell'anno perché è un'esperienza unificante per miliardi di persone in tutto il mondo, che hanno avuto, collettivamente, il loro ruolo nella lotta alla diffusione di COVID-19” si legge nell’annuncio.

Se fino a pochi mesi fa con lockdown si intendeva nelle lingue angolofone l’isolamento dei carcerati nelle loro celle in seguito a qualche problema di sicurezza nell’area di detenzione, nel 2020 il significato di lockdown è cambiato “irrevocabilmente: nella mente della maggior parte delle persone, il lockdown è ora una misura di salute pubblica - il suo uso è aumentato esponenzialmente dal 2019” (250 mila utilizzi contro i 4 mila del 2019).

La prima volta che abbiamo sentito la parola lockdown è stato a gennaio, quando Wuhan si è chiusa in se stessa per combattere la diffusione del Covid 19 e, da allora, ha interessato praticamente tutti i Paesi del mondo.

Tra le altre parole prese in considerazione da Collins molte, come “Coronavirus”, “key worker” (termine con cui ci si riferisce a medici, infermieri - ma anche raccoglitori di rifiuti, personale postale e addetti alla manutenzione - tutti coloro che fanno funzionare il motore della società), “furlough” (congedo, quella stasi che interessa chi smette di lavorare fino a quando le imprese non possono ripartire) e “social distancing” (così usata da essere diventata anche un verbo, “to socially distance”), sono legate a doppio filo con la pandemia, ma nella rosa rientravano anche candidati come “BLM”, acronimo di Black Lives Matter, e “Megxit”, coniato per indicare il ritiro di Harry e Meghan dalla famiglia reale britannica.

Ma lockdown, “con le sue sillabe pesanti e rumorose e le associazioni più pesanti, è la condizione che abbiamo più temuto nel 2020” si legge tra le motivazioni della scelta della Collins Word of the Year 2020. “Sotto lockdown, le nostre ore di veglia diventano molto più piccole. Ritorniamo a uno stato più semplice - che alcuni hanno di fatto apprezzato - ma molto più ristretto. Vediamo poche persone e meno posti. Siamo letteralmente relegati in casa”.