La più piccola isoletta dell'arcipelago nel Mar Adriatico: i luoghi più belli

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L’isola di Cretaccio è la più piccola dell’arcipelago delle Tremiti, nel Mar Adriatico, ma nasconde bellezze naturali che lasciano il fiato. Vediamo, quindi, quali sono i luoghi più belli e interessanti da visitare e come raggiungere l’isola selvaggia.

Isola di Cretaccio, nelle Tremiti

Il Cretaccio è un’isola che fa parte dell’arcipelago delle Isole Diomedee, nel mar Adriatico. Le Tremiti sono un arcipelago composto da 6 isole. Queste sono: San Nicola, San Domino, Cretaccio, Caprara, Pianosa e La Vecchia, di cui solo le prime due sono abitate.

Per superficie, parliamo della più piccola isola dell’arcipelago tremitese. Per la sua modesta estensione, infatti, molto spesso viene considerata il maggiore degli scogli dell’arcipelago.

L’isola, infatti, è completamente disabitata, e rientra amministrativamente nel comune delle Isole Tremiti, sotto la giurisdizione della provincia di Foggia.

L’isolotto del Cretaccio, di natura argillosa e privo di vegetazione, è posto tra San Domino e San Nicola. Dista 300 metri da S. Nicola, 200 metri da S. Domino e da Capraia 900 metri. Una profonda insenatura aperta verso nord lo spezza quasi in due tronconi.

Oltre ad essere un isolotto interessante dal punto di vista geologico, attorno al Cretaccio ruotano interessanti leggende che l’avvolgono con un alone di mistero.

Tremiti

La leggenda

La leggenda dice che questa piccola e selvaggia isola sia popolata di fantasmi. Si narra, infatti, che qui venne giustiziato un detenuto, il cui fantasma lo popola durante le notti tempestose, reggendo tra le mani la sua testa decapitata. A dar maggiore suggestione contribuisce il vicino scoglio La Vecchia, di colore nero cupo, proprietà di una vecchia strega. Infatti, la credenza popolare vuole che sia il posto dove prima di ogni temporale appaia il fantasma di una vecchia intenta a filare.

Cretaccio

L’isola

A rendere davvero spettacolare e unica l’isola è l’insenatura che la divide in due bracci e le conferisce la forma di una falce. Lo “scoglio”, inoltre, si presenta uniforme e levigato, per i modellamenti alle sue fiancate causati dagli agenti atmosferici e marini.

Privo di vegetazione e brullo, sulla costa sud si può vedere ciò che resta del molo benedettino, con le bitte di bianco calcare, ancora utili all’attracco.

Lo scoglio del Cretaccio sta andando progressivamente scomparendo per le corrosioni incessanti degli stessi agenti atmosferici e marini che ne hanno determinato la forma così caratteristica. Infatti, nelle giornate di forte pioggia, il mare che circonda l’isolotto si colora di giallo per via dell’erosione delle sue coste.