La prima calcolatrice al mondo va all'asta, e vale una cifra assurda

Di Redazione
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Photo credit: Bonhams
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From Esquire

La calcolatrice è una vittima del secolo breve tecnologico quasi allo stesso livello del walkman, nel senso che è passata in (relativamente) pochissimi decenni da oggetto quasi futuristico a puro modernariato. Intendiamoci, ancora oggi esistono categorie di professionisti e scienziati inseparabili dalle loro sofisticatissime calcolatrici scientifiche, ma per la maggior parte di noi la parola "calcolatrice" evoca una delle funzioni più banali dello smartphone, che peraltro usiamo sempre meno perché i calcoli che ci servono per sopravvivere sono sempre più spesso fatti in automatico.

Che senso ha quindi, nel 2020, comprarsi una calcolatrice? Generalmente ne ha poco, ma nel caso di uno dei primissimi prototipi, creato da Texas Instruments a metà degli anni '60, qualcuno pare disposto a spendere una mezza fortuna all'asta.

Già una trentina di anni fa le calcolatrici si erano evolute così tanto da poter essere miniaturizzate e incluse negli orologi, se torniamo al 1965 il discorso era molto diverso. Il presidente di Texas Instruments Patrick Haggerty era già riuscito a creare un prodotto rivoluzionario, la prima radio tascabile, utilizzando la tecnologia a transistor dell'azienda. Ma non era ancora soddisfatto: voleva ideare un nuovo prodotto per dimostrare l'utilità di un'altra tecnologia di TI: i circuiti integrati.

Photo credit: Bonham
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Gli ingegneri dell'azienda impiegarono due anni per progettare e costruire la prima calcolatrice portatile a batteria al mondo, con una tastiera e una stampante termica a nastro che funzionava da display. Tutto dovette essere creato da zero per ridurre le tecnologie esistenti alle dimensioni del dispositivo che Texas Instruments voleva. Ci vollero poi altri quattro anni per trasformare i prototipi in un prodotto che potesse essere messo in produzione e distribuito, e nel 1971 Canon lanciò il Pocketronic, basato sul design TI, che pesava circa un chilo e costava 150 dollari di allora, corrispondenti a circa 900 odierni. Pesante poco meno di un laptop odierno e decisamente più costosa, la calcolatrice era in grado di svolgere soltanto le quattro operazioni di base: addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni. Ciononostante, fu rivoluzionaria.

Nel mondo dei collezionisti, in realtà, trovare una Canon Pocketronic non è impossibile. NE furono vendute milioni: sono rare ma non rarissime, costose ma non costosissime. Il prodotto che va ora all'asta è però qualcosa di ancora più incredibile: uno dei prototipi della TI di Haggerty. A quanto se ne sa, al mondo ne restano soltanto due esemplari.

Il prototipo sarà venduto nell'ambito dell'asta annuale che la casa Bonham dedica alla Storia della scienza e della tecnologia prevista per il 5 novembre di quest'anno a Los Angeles. Si prevede che sarà venduta per un valore compreso tra 30.000 e 50.000 dollari. Nemmeno troppo per un pezzo fondamentale di storia delle tecnologie moderne.