La principessa Latifa prigioniera del padre emiro di Dubai lancia un appello video chiusa in bagno

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Grant Faint - Getty Images
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Sono passati mesi, anni da quella mattina del 24 febbraio 2018 quando la principessa Latifa Al Maktoum, figlia dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, emiro di Dubai e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, ha tentato per l'ultima volta la fuga. Si era fatta portare al centro commerciale con la sua amica e personal trainer Tiina Jauhiainen, poi era riuscita a far perdere le sue tracce e a salire su un SUV e poi su uno yacht diretto in India. "Dopo otto giorni in mare ci hanno raggiunto le guardie di suo padre", ha raccontato l'amica, "Latifa ha lottato con tutte le sue forze, ha detto che voleva l'asilo politico e che la uccidessero piuttosto che riportarla indietro. Da allora non l'ho più vista". La principessa Latifa vive rinchiusa a Dubai prigioniera di suo padre che non le consente alcun contatto con il mondo esterno. Dopo mesi in cui si erano perse le sue tracce, ieri la BBC ha pubblicato un video che raccoglie alcuni filmati inviati di nascosto dalla principessa ad alcuni amici. Latifa è in bagno "l'unica stanza della casa dove posso chiudermi a chiave" e racconta la sua drammatica situazione.

"Sono tenuta prigioniera in una villa che è stata trasformata in prigione", racconta la principessa nel video, "Ci soni sbarre a tutte le finestre e non posso aprirle. Ci sono 5 guardie fuori dalla casa e due dentro. Non posso nemmeno uscire per prendere un po' d'aria". Gli amici della principessa hanno ricevuto questi messaggi grazie a un telefono che Latifa ha ottenuto segretamente circa un anno dopo la sua cattura. Ora, però, "è passato molto tempo" da quando hanno perso i contatti con lei e per questo hanno deciso di renderli pubblici. Una mobilitazione internazionale sembra infatti l'unico modo per avere notizie della principessa e l'ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e presidente dell'Irlanda si è unito agli appelli per un'azione che stabilisca le condizioni attuali e il luogo in cui si trova Latifa. "Non so se riuscirò a sopravvivere a questa situazione", aggiunge la principessa nel video, "Le guardie mi minacciano che potrei non rivedere il sole".

Come riporta Marie Claire, Latifa ha 35 anni e fa parte degli almeno 30 figli avuti dallo sceicco Mohammed con le sue svariate mogli. È cresciuta a Dubai sotto lo stretto controllo dell'emiro senza poter guidare, viaggiare o spostarsi liberamente. A 16 anni ha tentato per la prima volta di fuggire: "Sono stata una vera ingenua", ha raccontato la principessa in un video del 2019, "volevo andare in Oman a cercare un avvocato per mia sorella Shamsa che dopo aver tentato di scappare durante un viaggio nel Regno Unito, vive rinchiusa e spesso tenuta sedata". Ad ogni tentativo di fuga delle figlie seguono regolarmente misure restrittive disumane, le ragazze vengono torturate e drogate usando come giustificazione fantomatici "disturbi mentali" mentre i portavoce del governo assicurano che "la famiglia si sta prendendo cura di loro". Eppure c'è chi è riuscito a fuggire: la principessa Haya bint al-Hussein, una delle mogli di Mohammed, è scappata a Londra con i figli e lo scorso marzo ha vinto una clamorosa causa di divorzio contro lo sceicco.

Gli amici di Latifa avevano sperato che il caso giudiziario della principessa Haya, potesse aiutare a smuovere le cose, ma i contatti sono diminuiti fino a spegnersi del tutto. Rimane la speranza che questo appello porti a qualche notizia come spiega Tiina Jauhiainen che non vede la principessa Latifa da quando le guardie l'hanno catturata sullo yacht. "Sento che vorrebbe che combattessimo per lei e non ci arrendessimo".