La Psiche ai tempi di coronavirus #24 - Natale 2020: non diamo il colpo finale alla nostra vitalità

Di Lara Franzoni
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Photo credit: invincible_bulldog - Getty Images
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From ELLE

Sembrano lontani i motivi per cui ci lamentavamo dei natali passati, ma pur ridotto all'osso... il Natale è di nuovo qui. E come tutti i ritorni ci costringe a fare i conti con le noi stessi e ad affrontare il fatto che nel dramma, la vita spinge per andare avanti. Non è facile dare senso al Natale che è alle porte, perché il senso che gli abbiamo dato fino ad ora non basta più. Come occasione per donare qualcosa di concreto, rivedere familiari poco frequentati, festeggiare insieme, la confusione, condividere cibo e film, il Natale oggi non esiste più. I nostri riti sono impossibili da fare o addirittura pericolosi. La rincorsa al Natale perfetto con cibo sempre migliore, regali desiderati, aveva già prima un carico di aspettative perfezionistiche dietro cui già arrancavamo. Quindi lo stop sarà palpabile.

Tra bisogno di calore e vicinanza, non è facile trovare il mood giusto in cui collocarci: festeggiare in questo clima di allerta e regole ha un sapore strano. Dal punto di vista psicologico possiamo stare attenti ad alcuni atteggiamenti che ci accompagneranno nei prossimi giorni, perché non possiamo aggiungere delusione al dramma. Quindi:

Non spaventatevi se non vi sentirete felici

Non spaventatevi se non vi sentirete felici, o perlomeno spensierati o almeno sollevati temporaneamente dalle preoccupazioni lavorative come tutti i natali. La riduzione dei contatti ha delle conseguenze: i pochi ambiti che frequentiamo hanno un peso specifico maggiore, per cui diventa difficile trasferire in tempi brevi lo stress, anche perché mancano gli strumenti pratici per farlo. Anche rilassarsi a tutti i costi può diventare uno stress: abbiamo bisogno di tempo.

Non è il momento dei bilanci

Non è il momento dei bilanci: di solito la fine dell'anno lo è, ma non quest'anno. Le persone con cui saremo, gli obiettivi raggiunti e la felicità del momento non devono essere una cartina di tornasole di quanto "siamo andati bene". Siamo dentro una pandemia ragazzi! Se proprio non possiamo fare a meno di fare il punto della situazione pensiamo a tutto quello che abbiamo affrontato e che non potevamo nemmeno immaginare.

Non dobbiamo fare finta di divertirci

Non dobbiamo fare finta di divertirci ma diamoci il permesso di passare un momento di leggerezza. Leggerezza non è futilità né inutilità né vuoto. La leggerezza è uno stato d’animo delicato che ci permette di dare il giusto peso alle cose anche solo per un po’, stando con la mente qui e ora. Perché abbiamo bisogno di nutrirci e non possiamo farlo vivendo immersi solo nell'angoscia. Da tempo non abbiamo accesso a tutto ciò che ci permette di bilanciare i nostri vissuti con il confronto, la bellezza e o scambio, oggi diamoci il permesso.

Manteniamo tutte le precauzioni

Manteniamo tutte le precauzioni e atteniamoci alle regole perché la famiglia non deve diventare il luogo in cui aver paura dell'altro e del contagio. Se lo smarrimento prende il sopravvento ricordate che la possibilità di uscire da questa condizione diventa ogni giorno più concreta, ma se percepite che la delusione e lo sconforto si stanno facendo strada e poco c'entrano con il Natale, non cercate di silenziare le sensazioni sgradevoli o il vuoto con quantità eccessive di cibo, alcool o binge eating di ogni tipo. Se conoscete qualcuno che sta attraversando un momento di difficoltà chiamate ora, non mandate un messaggio.

Attenzione ai bambini

Infine attenzione ai bambini, e non stiamo parlando del numero dei regali. I bambini hanno alte aspettative nei confronti del Natale, non solo in senso materiale ma perché vengono rivolte loro attenzioni, parole, domande e riti a cui si affezionano. Non roviniamo questo momento, per loro magico, con conversazioni monotematiche o con la nostra delusione. La magia del loro Natale l'abbiamo tra le mani comunque noi. Non c'è bisogno di fare i numeri: basta ascoltare, e rispondere, quest'anno dovremmo averne il tempo. Per i grandi e piccini invece è il momento giusto per inventarsi un Rito. Un rito semplice, un gesto, una nuova abitudine da portare nei Natali futuri per ricordare il Natale di oggi. E’ facendo le cose che vengono nuove sensazioni, idee, ricordi. E’ il momento giusto per inventare il nostro nuovo Rito di Natale.

Forse ci misureremo con il senso di colpa per aver scelto chi vedere. Faremo i confronti perché speravamo che le cose andassero meglio. Ci sentiremo un po’ soli. E sarà tutto un po' sotto tono. O forse no. Ma sfrondato di tutto potremo vedere e sentire un Natale che probabilmente non vedremo mai più: come quando scende la neve, l'emozione non sta nel traffico in tilt, ma nel silenzio di quando nevica. La speranza, l'attesa, la lentezza e l'attenzione per chi amiamo non è forse la sostanza che abbiamo sempre ignorato del Natale?