La regina Elisabetta diventa detective, ma solo nei libri

Di Redazione Gente
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Regina Elisabetta
Photo credit: Regina Elisabetta

Regina del giallo. Ecco la nuova, fiammante onorificenza di cui è stata insignita Elisabetta II. A conferirgliela sono un libro appena pubblicato da Mondadori, Il nodo Windsor. Sua maestà la regina indaga, e la sua autrice, la cinquantacinquenne scrittrice inglese S. J. Bennet. Insomma, la sovrana del Regno Unito si trasforma in una abile detective, una sorta di Miss Marple, l’investigatrice nata dalla penna di Agatha Christie che il pubblico è abituato a riconoscere in Margareth Rutheford e Angela Lansbury, le due più famose attrici ad averle dato il volto al cinema e in Tv. Il paragone con Miss Marple calza a pennello considerando che lei e la regina hanno in comune l’età avanzata. La grande differenza è che Elisabetta II le sue indagini le svolge in un set privilegiato, palazzi e manieri reali che il libro, descrivendoli, aiuta perfino a conoscere. Per esempio, si racconta: “Crimson Drawing Room, il salotto rosso. Quella era una delle sue sale preferite per ricevere gli ospiti, con le pareti rivestite di seta rossa, i ritratti di mamma e papà, la vista del parco alla luce del giorno”.

Photo credit: Il nodo Windsor, libro di S. J. Bennett
Photo credit: Il nodo Windsor, libro di S. J. Bennett

"L’idea di trasformare Elisabetta in investigatrice mi è venuta da un episodio della serie The Crown, nel quale la regina prende un soldatino dal plastico di un campo di battaglia e lo rimette al posto sbagliato. Lei non lo farebbe mai. Mio padre, che l’ha frequentata, mi raccontava che Elisabetta II è molto attenta ai dettagli. È come un detective, ho pensato, e ho iniziato a scrivere", ha dichiarato la Bennet. La prima avventura in giallo di sua maestà si svolge al Castello di Windsor. Accade tutto nel 2016, pochi giorni prima del novantesimo compleanno di Elisabetta II. Maskim Brodskij, un giovane pianista russo che aveva suonato al cospetto della sovrana e dei suoi ospiti, è ritrovato assassinato nella sua camera al castello. In una posa imbarazzante. Si legge: "Era nudo, maestà, quando l’hanno trovato". La regina si immaginava un giovane con un bel fisico sdraiato nudo sotto le coperte. Che c’era di strano? Era risaputo che Filippo, il marito della regina, da giovane disdegnava il pigiama". Il particolare non sembra sia un artificio letterario. In Gran Bretagna S. J. Bennet è considerata una royal watcher, un’osservatrice reale: "Conosco molto bene ciò che riguarda la famiglia reale e la regina. A 20 anni ho addirittura fatto domanda per diventare una delle sue assistenti personali. Ho superato i colloqui, poi hanno scelto una quarantenne. In effetti ero veramente troppo acerba per quella mansione".

Photo credit: Windsor
Photo credit: Windsor

Sarà forse per questo che nel libro l’assistente più vicina a Elisabetta è Rozie Oshodi, una giovane donna, ex militare, bella, sportiva e intelligente. E di origine africana: che sia una risposta alle accuse di razzismo lanciate alla famiglia reale da Meghan Markle nella recente intervista alla Tv americana? "Finora ho visto solo una esasperazione delle posizioni. Chi tifava per Harry e Meghan ora lo fa di più, lo stesso vale per chi parteggia per i reali. Non prendo posizione, ma capisco entrambi", è stata la risposta di S. J. Bennet. In ogni caso, è a Rozie che sua maestà affida la verifica sul campo dei dettagli che non le quadrano nel caso Brodskij. “La regina è capace di risolvere misteri. Pare che il primo l’abbia risolto quando aveva dodici o tredici anni. Da sola. Vede dettagli che altri non vedono, spesso perché tutti guardano lei”, avverte l’autrice nelle pagine di Il nodo Windsor.

Photo credit: Angela Lansbury nei panni di Miss Marple
Photo credit: Angela Lansbury nei panni di Miss Marple

E così sarà: con arguzia e senza scoprirsi in prima persona, Elisabetta II praticamente compie le indagini al posto del direttore dei servizi segreti incaricato di risolvere il delitto. “Ha semplicemente disseminato piccoli indizi. Ha lasciato che Humphreys si prendesse tutto il merito e che fosse pure convinto di esserselo guadagnato”. La sovrana riesce a dissumulare addirittura con il principe Filippo, suo marito, che alla fine del libro le dice: “Credo che qualcun altro gli abbia fornito le informazioni. Senza dubbio un sottoposto, con un cervello fino ma in fondo sottovalutato. Non sei d’accordo?”. La moglie gli risponde: “Può essere”.

La carriera di detective della monarca britannica è appena all’inizio. A novembre uscirà un secondo libro e altri ne sono in vista: "In tutto ho deciso di realizzarne venti", ha confessato l’autrice di Il nodo Windsor. "Saranno ambientati un po’ ovunque. Una storia la svolgerò durante un ricevimento sul Royal Yacht Britannia ancorato a Hong Kong. Mio padre è stato di stanza lì negli anni Ottanta e fu invitato con mia madre sul Britannia. Ho racconti di prima mano". Siamo in trepida attesa di conoscerli anche noi.

Testo di Marco Pagani

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente