La risposta di Striscia all'articolo di Cosmo su Giovanna Botteri è la missiva dal Cosmo di oggi

Di Redazione Digital
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Photo credit: Getty Images
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From Cosmopolitan

Care Cosmo girls, abbiamo ricevuto questa Missiva da Striscia la Notizia che pubblichiamo per voi volentieri. No, non abbiamo preso il tapiro d'oro, sarà per la prossima volta. 😊


Gentile Direttore,

in riferimento all’articolo a firma Elisabetta Moro dal titolo Così Giovanna Botteri nel 2020 ci ha illuminate su Covid, Cina e su cosa significa essere donna oggi, pubblicato sul sito Cosmopolitan.com, siamo costretti, nostro malgrado, a tornare per l’ennesima volta sulla vicenda Striscia-Botteri.

Parlando di “polverone sollevato da Striscia” viene nuovamente riproposta la fake news dell’attacco all’inviata Rai da parte del Tg satirico di Antonio Ricci. Striscia, al contrario, difendeva l’inviata Rai, spesso presa in giro da comici e, purtroppo, da colleghi giornalisti per il suo look apparentemente poco curato.

Ma non è tutto: pesi e misure diversi furono i protagonisti di tutta quella vicenda. Da una parte Striscia e la povera Michelle Hunziker, subito mandati al rogo dai “politicamente corretti” e dai leoni da tastiera, o sciacalli, per meglio dire. Migliaia di insulti, auguri di morte compresi, a Michelle e alla sua famiglia, postati sui social, con l’aggravante che molti dei più volgari arrivassero proprio da donne che, paradossalmente, accusavano la Hunziker di offendere una donna. Dall’altra, le imitazioni di Maurizio Crozza (Botteri in accappatoio con tanto di crema per massaggi, novella Weinstein, che attende uno stagista di colore) o gli sfottò di Luciana Littizzetto, prima “perculatrice” dei “capelli verde fosforescente” di Giovanna. E nessuno che in quei casi abbia alzato il ditino inquisitore turbato.

A scrivere la parola fine su tutta l’assurda polemica con Michelle Hunziker e Striscia, per fortuna ci pensò Giovanna Botteri stessa, dichiarando: «Cara Michelle, io non sono sui social, né su Facebook, né su Instagram, poi qui in Cina è molto difficile collegarsi, così c’è voluto del tempo prima che vedessi il tuo video e ti rispondo solo adesso: per fortuna non dobbiamo fare la pace, perché non abbiamo mai fatto baruffa, non abbiamo mai litigato, neanche con Striscia la notizia e Gerry Scotti».

Ci è capitato di prendere in giro Giovanna Botteri, ma non certo per i suoi capelli, piuttosto per alcune sue bislacche corrispondenze. Per esempio, quando mandammo in onda le immagini di Botteri che mostrava agli spettatori del TG2 la sede Rai di Pechino, girando per gli uffici e toccando senza guanti e mascherina oggetti, scrivanie e persino del cibo conservato nel frigorifero in dotazione alla redazione. Ridevamo del fatto che, come ulteriore involontaria beffa, la collega in studio avesse lanciato quel servizio ribattezzandola “Giovanna Batteri”. A dimostrazione del fatto che qualche volta persino “Giovanna la santa” poteva sbagliare.

Insomma, nessun accanimento, o peggio ancora “body shaming” di cui tanto hanno cianciato i soloni, ma solo satira. Del resto, quello siamo: un Tg satirico!

A quanti credono di sedere dalla parte giusta del tavolo, sentendosi in diritto di dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato, vorremmo segnalare che la prima ad aver dimostrato ben poco rispetto per Giovanna Botteri e per gli spettatori è stata proprio la Rai. I famosi “capelli verdi” non erano conseguenza degli scadenti shampoo cinesi o un vezzo della giornalista, ma della sciatteria con cui la tv di Stato organizzava i collegamenti da Pechino. Luci sbagliate, sfondi inadatti, riprese al limite del dilettantesco. È stato questo modo di non valorizzare, peggio svilire, il lavoro dell’inviata Botteri il vero “insulto” andato in onda per mesi. Quello sì che avrebbe dovuto indignare e “sollevare polveroni”.

Un’ultima cosa. Da oltre 5 mesi gli uffici Rai di Pechino sono deserti: Giovanna Botteri non è più tornata in Cina e si è dedicata a ritirare o presentare premi giornalistici, inanellando solo una lunga serie di ospitate nei programmi Rai. La Cina e tutto il Sud Est Asiatico sono praticamente senza copertura informativa. Però, l’ufficio all’interno del Jianwai diplomatic compound, vicino a piazza Tienanmen, c’è ancora. Chissà se l’affitto grava ancora sui conti della Rai?

L’Ufficio stampa di Striscia la Notizia