La rivincita delle vending machine è solo un'operazione di marketing?

Di Isabella Prisco
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Courtesy Photo National Vending Gallery
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From ELLE Decor

Il giorno prima di ieri, raggiungendo i binari della metropolitana, le circumnavigavamo pur di non cadere tra le loro braccia: come sirene nel caotico mare della suburbana le vending machine incantavano e deliziavano noi passanti mostrando in bella vista croccanti barrette di cioccolato low sugar. Ieri, invece, agli albori dell'era touchless, la sola idea di premere con l'indice la sequenza vincente che spalancava il portamonete e il palato, ci faceva prima accapponare la pelle e poi igienizzare le mani (sempre e comunque). Ma oggi, che con il virus stiamo imparando a convivere, tornare al magico clic da battaglia navale sembra, per alcuni, quasi un'esperienza da provare. Nel Dpcm del 4 novembre 2020 si legge infatti che il commercio, al dettaglio, effettuato per mezzo di distributori automatici resta attivo anche nelle zone rosse. Con tutte le precauzioni e gli accorgimenti del caso.

Photo credit: Courtesy Photo National Vending Gallery
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Ignorate o addirittura snobbate per anni, le vending machine sembrano dunque riappropriarsi di quel fascino patinato che dietro a merendine scadenti e caffè freddi si è andato pian piano perdendo. Sulla scia della diffusione sempre più capillare dei locker, anche nella declinazione refrigerata, le famose macchine distributrici che per prime arrivarono in Italia per inondarci di Coca-Cola oggi vendono oggetti di nicchia. È il caso della National Vending Gallery di Singapore, un progetto inserito all'interno del National Design Center, ideato da Hans Tan Studio e supportato dal DesignSingapore Council, che vuole rivelare l'influenza multiforme del mondo progettuale sulla vita di tutti i giorni in modo semplice. Vendendo giochi da tavolo d'autore. Per il primo slot, attivo fino al 30 novembre 2020, il distributore propone infatti 18 cardboard, set di attività ludiche per bambini realizzati da un gruppo di tredici designer locali che vogliono insegnare giocando. Attraverso l'apprendimento esperienziale, il progetto mira così a stimolare la curiosità e l'intelligenza dei più piccoli, affrontando tramite lo svago e il divertimento temi attuali, come il Covid-19, fornendo conoscenze chiave sulla criptovaluta, sul trading e sugli investimenti digitali, favorendo l'interazione e le capacità matematiche. Tutto regolato secondo le normative anti-contagio. Progetto pilota di un obiettivo più ampio, la National Vending Machine è un esempio strutturato di come questo tipo di touch point possa diventare presto un incrocio sperimentale tra una vetrina per il design, un negozio (anche) di nicchia e una vendita al dettaglio automatizzata. Proprio come accade nelle boutique tradizionali, il merchandising del dispositivo cambierà infatti periodicamente per diciotto mesi. Per animare shopping e curiosità.

Photo credit: Courtesy Photo National Vending Gallery
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La scelta di utilizzare le vending machine come punti vendita alternativi al classico negozio non è cosa del tutto nuova: impossibile non citare l'iniziativa lanciata da Uniqlo nel 2017. Il brand giapponese di abbigliamento ha posizionato nei dieci principali scali aeroportuali americani una serie di distributori automatici per acquistare un assortimento limitato di capi d’abbigliamento che andava dal cappellino al giubbino ultra-light. Nel frattempo, i francesi vendevano nello stesso modo ostriche en passant ventiquattr'ore su ventiquattro. Secondo i dati del monitoraggio di Confida - Associazione Italiana Distribuzione Automatica realizzato in collaborazione con Accenture, nel 2018, con oltre mezzo milione di articoli venduti, il settore ha infatti registrato una crescita del +2,5%, rilasciando soprattutto prodotti per l’igiene personale (19%) come fazzolettini, gel igienizzante mani, spazzolini e rasoi, elettronica di consumo (13%) in particolare gli accessori per la telefonia e prodotti per la prima infanzia (10%). Quest'anno abbiamo visto apparire nelle grandi teche trasparenti iper illuminate mascherine e guanti. Ma non solo: in una contea dell'Inghilterra, quella dell'Isola di Wight, una fattoria vende tramite un distributore automatico latte appena munto, a Philadelphia Emani Milan mette a disposizione kit da uncinetto per principianti e a Vancouver in vetrina ci sono le torte in vasetto di un famoso pasticcere. Ma a destare più curiosità è sicuramente uno degli ultimi post pubblicati sulla pagina Instagram di Jacquemus: la maison francese, che continua a farci sognare con abiti colorati tra distese di lavanda e campi di grano, ha pubblicato una vending machine di piccola pelletteria: «See you next week for a surprise». Lo sappiamo già: una gioia per gli occhi, una lacrima per il portafoglio.