La rosa di “quirinabili”, il borsino e le ultime strategie dei partiti nel voto per il Colle

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Il palazzo del Quirinale
Il palazzo del Quirinale

Quello di oggi, giovedì 27 gennaio, è il primo giorno con il quorum dei grandi elettori a 505, la cosiddetta quota “di possibilità” per sgroppate in avanti che non siano macchiette di bandiera: ecco i nomi caldi per il Quirinale nel aminstream politico e giornalistico, il borsino e le ultime strategie dei partiti nel voto per il Colle.

Quorum a 505, ecco tutti i nomi caldi per la prima giornata senza troppi candidati-bandiera bruciabili

Insomma, da oggi si fa sul serio. Partiamo dai nomi nuovi. Il primo è quello di Sabino Cassese: il costituzionalista ha avuto una visita di Matteo Salvini ma la Lega smentisce. Cassese potrebbe essere l’uomo del centrodestra. In questi minuti è in corso il conclave di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. E poi? Mario Draghi, Elisabetta Belloni e Pierferdinando Casini.

I nomi caldi e il quorum buono per fare sul serio a 505: le chanches di Draghi, Belloni, Cassese, Casini e Cartabia

Questi nomi sono “ibridi”, cioè risponderebbero al criterio di larga intesa e sono oggetto di trattativa fra centrodestra e centrosinistra. Casini godrebbe del placet di Salvini dopo una prima investitura di di Matteo Renzi. Il candidato non piace a tutta Forza Italia e per nulla ai Cinquestelle. Poi, sul fronte “opposto”, c’è Marta Cartabia, intercambiabile e multitasking sia come Capo dello Stato che come premier se Draghi tracimasse al Colle.

Le “seconde file” con sorpresa del quorum a 505, gli altri nomi caldi: Amato, Mattarella, Severino, Moratti, Nordio, Casellati e Pera

Da questo punto di vista la posizione più ambigua è quella di Salvini, il leader del Carroccio ha due opzioni: o convergere al centro con gli avversari di ideologia o spaccare il fronte con la Meloni che gli ha mandato “l’avvertimento” Crosetto 24 ore fa. Non mancano nomi indicati come di coda che potrebbero celare il realtà la vera sorpresa: Giuliano Amato, prossimo a diventare uomo di vertice della Consulta, lo stesso Sergio Mattarella, il più votato della chiama del 26, Elisabetta Casellati, inquadrata da Salvini e bruciata da Enrico Letta in 7 ore, Letizia Moratti, Carlo Nordio che però si è già schermito, Paola Severino e Marcello Pera. Un’antica regola dice che il più silente di loro andrà al Colle: staremo a vedere con la chiama delle 11.00.

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