La Royal Foundation di William e Kate Middleton si concentrerà di più sulla diversità

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William e Kate allargano i loro orizzonti e puntano sulla diversità. L'ultima notizia che riguarda i duchi di Cambridge, appena tornati dal loro soggiorno a Balmoral, in Scozia, riguarda proprio il loro impegno nel sociale attraverso l'ente benefico che dal 2019 rappresentano in via esclusiva: la Royal Foundation of the Duke and Duchess of Cambridge. Alla luce dei dati pubblicati nell'ultimo report reso noto dall'organizzazione, pare che il tema della diversity non fosse tra gli obiettivi principali dell'associazione, ma che adesso l'agenda reale sia cambiata e che d'ora in avanti l'inclusione diventerà un "focus particolare" in futuro.

Photo credit: Samir Hussein - Getty Images
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Il documento, che prende in esame la situazione finanziaria della fondazione, oltre che gli obiettivi raggiunti attraverso le diverse iniziative promosse, si riferisce al periodo gennaio-dicembre 2020, il primo anno dopo la fuoriuscita dei Sussex da membri senior della Corona, e fissa nuovi ambiziosi traguardi che riguardano proprio una maggiore rappresentanza delle minoranze tra lo staff della fondazione. "La Royal Foundation – si legge nel rapporto – rimane impegnata per l'uguaglianza e la diversità e per garantire un ambiente positivo, sicuro e rispettoso che promuova il benessere e la dignità dei suoi dipendenti, candidati, partner, fornitori e coloro i cui interessi rappresenta".

Dopo l'asciutta dichiarazione di William, che mesi fa alla domanda bruciapelo di un giornalista aveva risposto "Noi non siamo razzisti", i Cambridge prendono finalmente una posizione netta e ufficiale contro chiunque li accusi di discriminazioni. Nell'ammettere che dovrebbero fare di più per la diversity attraverso la loro fondazione – un atto non dovuto, ma molto apprezzabile – si impegnano affinché l'uguaglianza e l'inclusione diventino punti fermi della loro azione, promuovendo corsi di formazione per combattere discriminazione e pregiudizi inconsci. Una risposta sobria, ma decisa alle insinuazioni di Harry e Meghan, che sei mesi fa avevano parlato di come il colore della pelle del piccolo Archie fosse diventato oggetto di conversazione a Buckingham Palace, suggerendo che il titolo di principe potesse essere stato negato al neonato proprio in virtù della sua "razza mista".

Photo credit: Pool/Samir Hussein - Getty Images
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L'accusa, respinta con reale fermezza dalla regina, aveva incoraggiato i Windsor ad ammodernarsi e a rivedere il sistema di reclutamento del personale, al punto che a marzo fonti vicine alla famiglia reale avevano riferito al Mail on Sunday che la sovrana stava progettando di nominare uno "zar della diversità" a corte nel tentativo di svecchiare la monarchia non solo a Buckingham Palace, dove secondo un rapporto di Sovereign Grant solo l'8,5% dei dipendenti proviene da una minoranza etnica, ma anche a Clarence House, la residenza di Carlo e Camilla, dove la percentuale si ferma all'8%. "Il lavoro per fare questo è in corso da qualche tempo e arriva con il pieno sostegno della famiglia – aveva spiegato la fonte reale –. Molte misure sono state prese in considerazione. Certamente, l'idea di qualcuno che guidi questo lavoro e guardi alla diversità / inclusione tra le tre famiglie è qualcosa che deve essere considerato ".

Photo credit: Clive Brunskill - Getty Images
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In merito poi ai disagi mentali patiti da Meghan e all'accusa di essere stata lasciata sola dalla "firm" poiché "non sarebbe stato un bene per l'istituzione" provvedere a lei, nel report viene fatto presente come i Cambridge si siano impegnati a garantire "un posto di lavoro mentalmente sano", promuovendo diverse campagne insieme alla Royal Foundation, come Heads Together, Contact e Shout, e dimostrando sempre una particolare sensibilità verso il tema. Come a smentire le dichiarazioni dei Sussex e restituire al mittente ogni accusa. Ma la lista è ancora lunga da depennare e chissà che i Cambridge non decideranno di togliersi nei prossimi mesi qualche altro sassolino dalla scarpa.

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