La Scozia ha diffuso le linee guida scolastiche per gli alunni trans e noi dovremmo prendere esempio

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Photo credit: Aleksandr Zubkov - Getty Images
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Ve lo ricordate il caso di Padova dove il preside di un liceo ha negato a uno studente transgender la possibilità di indicare il nome con cui si faceva chiamare da tutti sulle schede delle elezioni dei rappresentanti di istituto? E i tantissimi casi di alunni trans a cui è stato imposto di usare il bagno del genere in cui non si riconoscono, li avete presente? Ormai sembra chiaro che le discriminazioni verso la comunità trans vanno combattute anche e soprattutto tra i banchi di scuola, in una fase della vita in cui i ragazzi sono più vulnerabili e dovrebbero quindi venire maggiormente tutelati. Proprio per questo, dovremmo seguire l'esempio della Scozia che ha pubblicato delle nuove linee guida per aiutare le scuole e gli enti educativi a creare un "ambiente di apprendimento sicuro, rispettoso e inclusivo" per gli studenti trans. Eppure da noi, qualcosa di simile sembra ancora lontanissimo...

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"L'obiettivo della politica educativa di questo governo è raggiungere l'eccellenza e l'equità per tutti i nostri giovani in un sistema educativo ad alto rendimento", ha scritto nell'introduzione alle nuove linee guida la segretaria di gabinetto per l'istruzione e le competenze, Shirley-Anne Somerville. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo garantire che ogni bambino e ragazzo sia felice, al sicuro, rispettato e incluso nel suo ambiente di apprendimento". Lo scopo quindi è tanto semplice quanto ambizioso: creare "l'ambiente giusto in cui tutti possano partecipare pienamente alla propria istruzione e raggiungere il proprio potenziale" tramite accorgimenti burocratici e un'adeguata formazione del personale. Il governo scozzese ha spiegato alla BBC che la guida è stata progettata per aiutare le scuole e le autorità educative a "prendere decisioni in modo efficace" e a riconoscere l'importanza di "privacy e spazi sicuri" per ragazze e ragazzi all'interno delle scuole. "Sappiamo che i giovani transgender possono affrontare molti problemi nelle scuole e che insegnanti e personale devono avere la fiducia e le competenze per sostenere la loro salute mentale, fisica ed emotiva", ha aggiunto Somerville, "Questa guida delinea come le scuole possono sostenere i giovani transgender, garantendo nel contempo che i diritti di tutti gli alunni siano pienamente rispettati".

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In Italia, al momento, la scelta di tutelare gli studenti trans è lasciata principalmente ai singoli istituti. Alcune Università e scuole superiori (come il liceo Ripetta di Roma ad esempio) hanno scelto di adottare la cosiddetta "carriera alias" ovvero un documento temporaneo con valenza all'interno dell'istituto che indica il genere e il nome con cui la persona trans si identifica, anche se i documenti a livello legale non sono ancora stati aggiornati. In questo modo gli alunni transgender vengono tutelati ed evitano di essere esposti a coming out forzati e a potenziali discriminazioni da parte di professori e compagni. Per quanto iniziative del genere stiano prendendo piede, però, a livello ministeriale in Italia siamo ancora molto indietro e - del resto - basta guardare la vicenda Ddl Zan (al momento in stand by a causa dei troppi emendamenti presentati dai conservatori, ndr) per capire che, prima di ottenere anche noi delle linee guida nazionali che tutelino davvero tutt* all'interno delle scuole, dovremo lottare ancora parecchio.

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