La Scuola Cattolica a Venezia 78 racconta una pagina nera degli anni 70, il Massacro del Circeo

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Photo credit: La Scuola Cattolica
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La scuola cattolica di Stefano Mordini è stato incluso nella Selezione Ufficiale Fuori Concorso della 78° edizione della Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia. Tratto dal romanzo di Edoardo Albinati, Premio Strega 2016, il film italiano girato tra Roma e San Felice Circeo e co-prodotto da Warner Bros. Italia si concentra sulla vita all'interno di un rinomato istituto religioso maschile della Roma bene negli anni 70.

"Come nel libro, c'è un io narrante: noi teniamo lo sguardo del protagonista che racconta il percorso e gli incontri” ha sottolineato il regista.

Le famiglie sentono che in quel contesto i loro figli possono crescere protetti dai tumulti che sta attraversando la società e che quella rigida educazione può spalancare loro le porte di un futuro luminoso. Nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1975 però accade qualcosa di terribile che scuote inevitabilmente l’opinione pubblica e le giovani generazioni : il Massacro del Circeo. Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira violentarono e massacrarono Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, e una delle due ragazze si salvò fingendosi morta.

Photo credit: La Scuola Cattolica
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I responsabili sono infatti ex studenti e sembra impossibile raccontare cosa ha scatenato tanta cieca violenza in quelle menti esaltate da idee politiche distorte e un’irrefrenabile smania di supremazia. “Andremo a raccontare non solo il fatto specifico, ma tutto il collaterale che nel film viene accennato, un materiale potente, un mondo per cui non bastano cento minuti, ce ne vogliono ottocento” ha detto il regista.

Il nostro non è un cinema neorealistico. Il film è una storia nera, cattiva, pervasa da uno sguardo ballardiano. C'è l'idea che siamo osservati, che tutti vedono e nessuno interviene. Noi speriamo che chi conosce la storia partecipi al racconto di formazione fino all'omicidio, mentre i giovani assisteranno alla rivelazione di una forma di voglia di possesso sbagliata, un'espressione di violenza e senso di impunità. Mi sembrano concetti attuali” ha aggiunto Mordini che con questo film accetta la sfida di raccontare la generazione adulta negli anni 70, tra la crisi valori borghesi e la violenza, politica e non.

Nel cast Riccardo Scamarcio, Valeria Golino, Valentina Cervi, Fabrizio Gifuni, un gruppo di giovani alle prime esperienze, oltre alla rivelazione Benedetta Porcaroli lanciata da Netflix con la serie tv Baby.

"Ai provini la maggior parte dei diciottenni sapeva poco o niente della strage, la violenza e il contesto politico che allora dominava alcune dinamiche del conflitto oggi i ragazzi la vedono piuttosto come allargata al bullismo. Ma nelle camere loro sono connessi al mondo e questo li abitua a capire e anche a difendersi. Con gli attori abbiamo fatto un laboratorio, ho insegnato loro il punto di vergogna, il senso della corporalità sul set. Ho chiesto di scrivere cosa amano e ho fatto portare alcune di queste caratteristiche nei personaggi, prima tra tutte la timidezza”.

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