La serie tv in uscita questa settimana da non perdere: This Is Us

Di Paola Jacobbi
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Photo credit: Hearst Owned
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From Harper's BAZAAR

This Is Us di Dan Fogelman, con Sterling K. Brown, Justin Hartley, Chrissy Metz. (La quinta stagione sarà in onda su Fox - Sky dal 24 novembre, le precedenti si possono recuperare su Amazon Prime Video)

Tornano i Pearson, una famiglia americana. I genitori (bianchi) hanno avuto tre gemelli nel 1980, uno dei bambini è nato morto e, in contemporanea, un neonato (nero) è stato abbandonato. Decidono di adottarlo e di farlo crescere insieme ai loro figli. Di puntata in puntata, di stagione in stagione, con continui flashback, veniamo a conoscere il presente e il passato di tutti i Pearson: il papà è stato in Vietnam, la mamma voleva fare la cantante in stile Joni Mitchell ma ha rinunciato. Spuntano parenti a sorpresa a ogni stagione, ci sono traumi con cui fare i conti e, intanto i neonati del 1980 sono diventati adulti: la ragazza è una giovane donna obesa, il ragazzo, bellissimo, fa l’attore con fortune alterne, il piccolo adottato è quello che meglio sembra avere utilizzato le opportunità che la vita gli ha offerto: ha studiato, è un uomo di successo, ha sposato una donna di colore e ha due bambine perfette, ne adotta una terza e a un certo punto si mette in politica, insomma, è il clone in versione fiction di Barack Obama.

In This Is Us c’è da piangere perché nessuna malattia o complicazione più o meno moderna viene risparmiata ai Pearson, dai disordini alimentari all’Alzheimer. Si parla di omosessualità, gender fluid, maternità surrogate, tutto attraverso un filtro familiare, facile, politicamente corretto. È una serie con un messaggio, tantissimi messaggi. Non sbuffate come quel regista che diceva “se volessi mandare dei messaggi userei la posta non il cinema” perché la struttura narrativa è ben congegnata e, una volta iniziata la serie, è difficile smettere di seguirla. La quinta stagione è più che mai immersa nell’attualità: c’è la pandemia, c’è Black Lives Matter, ci sono le mascherine, la paura e il bisogno di stare insieme. È la prima opera che racconta questo momento storico così particolare e lo fa con i toni giusti, senza mai perdere il filo della saga familiare. (Nel frattempo, in Italia, Covid permettendo, si sta facendo il remake, prodotto da Cattleya, probabilmente si chiamerà semplicemente Noi).