La serie tv in uscita questa settimana da non perdere: The Undoing – Le verità non dette

Di Paola Jacobbi
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Hearst Owned
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From Harper's BAZAAR

The Undoing – Le verità non dette di David E. Kelley, regia di Susanne Bier, con Hugh Grant, Nicole Kidman, Matilda De Angelis, Édgar Ramírez, Donald Sutherland. (Miniserie, 6 episodi, dall’8 gennaio su Sky Atlantic e NOW Tv)

Tratta da un romanzo (Una famiglia felice, edizioni Piemme) che vi sconsiglio di leggere prima di vedere la miniserie, The Undoing è un bel regalo di inizio anno: è un thriller ambientato nel mondo dei ricchi e, diciamo la verità, che cosa c’è al mondo di meglio per evadere, almeno idealmente, da tutti i lockdown? Qui, poi, tra appartamenti di Manhattan sontuosi e outfit di Nicole Kidman che manco su Instagram (anzi, su Instagram, questo tipo di eleganza raffinata e solo leggermente eccentrica non si vede mai) siamo sommersi da real estate e fashion porn.

Per il resto: un delitto inspiegabile, troppi possibili colpevoli, un rebus che sfida lo spettatore. Niente, insomma, che non si sia mai letto o visto dai tempi di Agatha Christie o di Alfred Hitchcock o, addirittura, da quando Edgar Allan Poe scrisse La lettera rubata.

Tutto inizia con una riunione di mammine per bene: stanno organizzando un qualche evento di beneficenza. Tra di loro, la nuova arrivata: giovane, timida, il seno candido della Fornarina di Raffaello che mostra mentre allatta il suo neonato. È un’artista, è straniera, è una di una bellezza minacciosa per tutte le altre. Il giorno dopo viene trovata barbaramente uccisa. Non dico altro, per non trovarmi la squadra anti-spoiler sotto casa.

Dirò solo che la regia di Susanne Bier riesce a mantenere altissima la tensione per tutte le puntate e che il materiale narrativo, in sé nulla di inedito, viene elevato dalle performance degli attori, tutti molto in parte. Ma se Kidman e Sutherland sono in piena variazione di ruoli simili già interpretati in televisione (lei in Big Little Lies, lui in Dirty Sexy Money), è Hugh Grant che riesce a costruire un personaggio ambiguo usando alla perfezione i suoi abituali strumenti di commedia sofisticata, assecondando così, e con gran maestria, il gioco delle false piste del thriller.